.. è anche per merito di Bamberga che ha dato i natali a Cristoforo Clavio..

Cristoforo Clavio Cristoforo Clavio nacque a Bamberga, in Franconia, il 25 marzo 1537, e morì a Roma il 12 febbraio 1612. Nonostante la Germania fosse in piena riforma protestante, la Franconia era una regione ancora fermamente cattolica e fedele al papa. Nel 1555 Clavio entrò nell’ordine dei Gesuiti e si trasferì a Roma. Il 21 agosto 1560 e Il 9 aprile 1567 Clavio assistette alle eclissi solari complete (poi descritte nell’In sphaeram Ioannis de Sacro Bosco Commentarius del 1593) da cui rimase tanto affascinato da convincersi a dedicare la vita allo studio della matematica e dell’astronomia. Studiò teologia al Collegio Romano dei Gesuiti e prese gli ordini sacerdotali nel 1564, cominciando subito dopo a insegnare matematica. Il lavoro per cui Clavio è più conosciuto è la riforma del calendario Giuliano.

Il calendario giuliano fu elaborato dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare (da cui il nome), nella sua qualità di pontefice massimo, nell’anno 46 a.C. e fu il calendario ufficiale di Roma e dei suoi domini e successivamente di tutti i Paesi d’Europa e d’America, man mano che venivano cristianizzati o conquistati dagli europei.
Già nel calendario giuliano Sosigene aveva stabilito che un anno ogni quattro fosse bisestile per compensare il fatto che la durata dell’anno solare non è data da un numero intero di giorni. Il giorno in più si aggiungeva dopo il 24 febbraio (sexto die ante Calendas Martias -in latino) ma, dato che “septimo die” era il giorno 23, lo chiamarono “bis sexto die” (da qui il nome di “anno bisestile“).
In questo modo la durata media dell’anno giuliano risultava di 365 giorni e un quarto. La differenza con l’anno solare risultava così di soli 11 minuti e 14 secondi circa ma questa differenza, pari a circa un centesimo di giorno, si accumulava però col passare dei secoli, per cui gli equinozi non corrispondevano più al 21 di marzo e di settembre si spostavano man mano all’indietro (si perdeva un giorno ogni 128 anni circa) fino ad arrivare a circa 10 giorni nel XVI secolo.. Questo fenomeno era ben noto agli astronomi medievali e anche Dante vi accenna nella Divina Commedia.

Nel 1582, grazie anche agli studi del nostro bamberghese Cristoforo Clavio, fu sostituito dal calendario gregoriano per decreto di papa Gregorio XIII (da cui prende il nome) che riduce l’errore a soli 26 secondi (un giorno ogni 3.323 anni circa).

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