<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cognome &#8211; Bamberga.it</title>
	<atom:link href="https://www.bamberga.it/category/cognome/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.bamberga.it</link>
	<description>Una città, un&#039;affinità, un cognome...</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 Aug 2025 20:40:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>

<image>
	<url>https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/05/cropped-estratto-stemma-famiglia-32x32.jpg</url>
	<title>Cognome &#8211; Bamberga.it</title>
	<link>https://www.bamberga.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vi sono momenti nella vita..</title>
		<link>https://www.bamberga.it/vi-sono-momenti-nella-vita/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/vi-sono-momenti-nella-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 20:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=5618</guid>

					<description><![CDATA[Il nostro Giovanni ci ha lasciato... e ha lasciato una cara famiglia con la moglie Maria Luisa, i figli, Teo e Elisabetta, e i nipoti, Silvia, Elisabetta e Piergiorgio. E ha lasciato anche la bella compagnia dei fratelli Alessandro e Franco con le loro famiglie... Ma Giovanni non sarà mai solo perchè è salito a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-5618"  class="panel-layout" ><div id="pg-5618-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-5618-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-5618-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-5618-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/Bamberga-necrologio-c.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.1em 0.1em 0; border: 1px dotted black;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/Bamberga-necrologio-c.jpg" alt="" width="260" /></a>Il nostro Giovanni ci ha lasciato... e ha lasciato una cara famiglia con la moglie Maria Luisa, i figli, Teo e Elisabetta, e i nipoti, Silvia, Elisabetta e Piergiorgio.</span><span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
E ha lasciato anche la bella compagnia dei fratelli Alessandro e Franco con le loro famiglie...</span><br />
<span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/bamberga-novara-x-3-b.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5619" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/bamberga-novara-x-3-b.jpg" alt="" width="1709" height="1155" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/bamberga-novara-x-3-b.jpg 1709w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/bamberga-novara-x-3-b-248x168.jpg 248w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/bamberga-novara-x-3-b-540x365.jpg 540w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2025/08/bamberga-novara-x-3-b-1536x1038.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1709px) 100vw, 1709px" /></a></span><br />
<span style="color: #000000;">Ma Giovanni non sarà mai solo perchè è salito a riunirsi ai nostri avi e alle loro famiglie.<br />
Ritroverà il suo papà Carlo (1904 -1950) con gli zii Pierino e Carlo.... e anche suo nonno Battista Vincenzo (1880-1934)... quello che, unico di nove fratelli, aveva preferito trasferirsi in città a Novara dando origine a quel ramo mentre su fratello, Cesare (1877-1945) dava origine al ramo bergamasco.<br />
Ma troverà anche il bisnonno Battista Giovanni... quello che era il prigenito di sette fratelli del nostro capostipite Agabio (Novara 1818 - Invorio 1876) e che, nel 1864, dette probabilmente inizio anche ai rami americano e romano dei Bamberga. Ritroverà tutti e avrà un gran bel da fare per proteggere tutti quelli rimasti.</span><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Che Dio l'abbia in gloria!!</span></strong></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/vi-sono-momenti-nella-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>1866 &#8211; Bamberga Pietro</title>
		<link>https://www.bamberga.it/1866-bamberga-pietro/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/1866-bamberga-pietro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 15:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[1866]]></category>
		<category><![CDATA[battaglioni]]></category>
		<category><![CDATA[bersaglieri]]></category>
		<category><![CDATA[cialdini]]></category>
		<category><![CDATA[Custoza]]></category>
		<category><![CDATA[guerre indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[reggimento]]></category>
		<category><![CDATA[Solferino]]></category>
		<category><![CDATA[Torelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=2489</guid>

					<description><![CDATA[Esiste in internet un sito che riporta un lavoro altamente meritorio, una di quelle realizzazioni che solo la moderna digitalizzazione ha reso possibile. Parliamo del sito del Museo di Solferino attraverso il quale si può accedere al “Progetto Torelli”. Eccone i principii ispiratori: “Il Risorgimento ritrovato: il recupero e la trascrizione digitale dei nomi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-2489"  class="panel-layout" ><div id="pg-2489-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-2489-0" ><div id="pgc-2489-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2489-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-2489-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;">Esiste in internet un sito che riporta un lavoro altamente meritorio, una di quelle realizzazioni che solo la moderna digitalizzazione ha reso possibile. Parliamo del sito del Museo di Solferino attraverso il quale si può accedere al “<a href="https://www.solferinoesanmartino.it/progetto-torelli/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Progetto Torelli</strong></a>”. Eccone i principii ispiratori:</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
“<em>Il Risorgimento ritrovato: il recupero e la trascrizione digitale dei nomi di coloro che fecero la Storia d’Italia. Nessuno di loro manca all’appello grazie alla missione affidata a studenti e volontari. Di cosa si tratta? All’Archivio del Museo del Risorgimento di Milano sono presenti centinaia di registri manoscritti (furono istituiti dalla Società Solferino e San Martino negli anni dell’erezione della Torre di San Martino della Battaglia) che riportano in ordine alfabetico i nomi di quanti parteciparono alle Campagne risorgimentali, dal 23 marzo 1848, data d’inizio della Prima Guerra d’Indipendenza, al 20 settembre 1870, giorno della Presa di Roma con la Breccia di Porta Pia. Divisi per città, circa 640.000 mila nomi: la memoria storica di coloro che combatterono per l’unità d’Italia.<br />
Il Risorgimento potrà essere finalmente chiamato per nome. Questi elenchi rappresentano anche i “mattoni” con cui fu edificata la Torre di San Martino della Battaglia, eretta anche grazie ai contributi ed alla sottoscrizione popolare di quelle migliaia di famiglie di Reduci delle Battaglie risorgimentali.<br />
L’obiettivo di digitalizzare i nomi dei soldati di tutta Italia è stato raggiunto nel 2021. Una vera e propria impresa, ma il motto del Conte Luigi Torelli, colui che per primo sventolò il Tricolore dall’alto del Duomo di Milano durante le Cinque Giornate e che si fece promotore dell’opera di disseppellimento e ricollocazione negli Ossari delle spoglie dei Caduti della Battaglia di Solferino e San Martino era: “Se è impossibile, si farà, se è possibile, è già fatto.</em>”.</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
Grazie a questo incredibile impegno, è oggi possibile, segnando il solo nome e <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/Diploma-S-Martino-e-Solferino-BBB.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/Diploma-S-Martino-e-Solferino-BBB.jpg" alt="" width="230" /></a>cognome risalire al grado, al Corpo di appartenenza e alla campagna alla quale ciascun soldato partecipò e anche ottenere immediatamente la stampa del relativo diploma. Attraverso di questo abbiamo potuto appurare, tra quei valorosi, la presenza di:</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
<strong>BAMBERGA Pietro, caporale dei Bersaglieri del 1° Reggimento che partecipò alla III Guerra di Indipendenza</strong></span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
Nel 1848, per la 1° guerra d’indipendenza, furono creati a Cuneo due reggimenti bersaglieri. Il 1º Reggimento Bersaglieri, che vediamo citato nel diploma Torelli, aveva il privilegio di incorporare il 1° Battaglione che comprendeva una compagnia di studenti volontari e la 1ª compagnia, la cui anzianità risaliva al 1836, anno di formazione del Corpo. Il corpo venne successivamente modificato: la denominazione passò da <em>Corpo dei Bersaglieri</em> semplicemente a <em>Bersaglieri</em> e, nel 1861, furono creati 6 reggimenti di 6 battaglioni. Nel 1862 i battaglioni divennero 40 su 5 reggimenti e ai due battaglioni, che, guidati da Garibaldi, combatterono in Aspromonte contro i ribelli, fu concessa la Medaglia di Bronzo al V.M., una delle tante medaglie ricevute dal Corpo nella storia.<br />
Cosa avvenne, tra l’altro, in quella “<strong>Campagna del 1866</strong>”, che, combinazione vuole, citammo anche in un <a href="https://www.bamberga.it/flash-su-di-uno-strano-cognome-nel-fluire-della-storia/" target="_blank" rel="noopener">altro articolo</a> relativo al cognome…<br />
Dapprima vennero richiamate le classi fino al 1846. Dichiarata la guerra all’Austria, al Generale <strong>Enrico Cialdini</strong>, richiamato dal Sud dove aveva domato la ribellione (e agli ordini del quale potrebbe aver militato anche un <strong>Bamberga Giovanni</strong> nell’area abruzzese), fu affidato il comando del 4º Corpo d’Armata, formato da 9 Divisioni e da altre unità minori; tra queste anche 16 Battaglioni di Bersaglieri, essendo gli altri 24 ripartiti in otto per ognuna delle altre tre Armate agli ordini del Gen. Alfonso La Marmora.<br />
I Bersaglieri presero parte alle più importanti battaglie: Monte Cricol, Casa Mongabia, Monte Vento, <strong>Custoza</strong>, Villafranca, Primolano, Borgo e Levico e numerose furono le medaglie conquistate sul campo.<br />
Nel settembre del 1866, ottenuta la pace, gli organici dei battaglioni furono ridotti.<br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><br />
Nota 1: - Il 1 ° e 2° battaglione Bersaglieri costituiti il 29 maggio, indipendenti l'uno dal l'altro e formati a Bergamo il 1 ° di giugno, dovevano inquadrare personale che oltre a rispondere alle condizioni di arruolamento prescritte per gli altri Corpi volontari, doveva "...far parte di una società di tiro a segno o esser munito di documenti che comprovino essere abili tiratori. "</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><br />
Nota 2 : - essendo i reggimenti Bersaglieri frazionati in Battaglioni e aggregati in varie Brigate, non si può purtroppo risalire a quale avvenimento il nostro caporale abbia partecipato.</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><br />
Alcuni dei siti consultati:<br />
* - <a href="http://www.bersaglieridiroma.it/?page_id=36" target="_blank" rel="noopener">Bersaglieri di Roma – la Storia</a><br />
* - <a href="https://issuu.com/rivista.militare1/docs/il-primo-esercito-italiano-tomo1-testo-opere-varie/s/12735419" target="_blank" rel="noopener">La guerra giugno-agosto 1866</a><br />
* - <a href="https://www.assobersaglieri.it/1-reggimento-2-2/ Terza guerra d’indipendenza https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_d%27indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">Associazione nazionale bersaglieri il Primo</a> </span></span></span></span></p>
<p style="text-align: center; font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3228 aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca.jpg" alt="" width="600" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca.jpg 495w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca-248x141.jpg 248w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><br />
A Villafranca i Bersaglieri del 3º Corpo respingono con la carica del 13º Reggimento Ulani, infliggendogli gravi perdite</span></p>
<p></span></span></span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/1866-bamberga-pietro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>un &#8220;Don&#8221; molto&#8230; speciale</title>
		<link>https://www.bamberga.it/un-don-molto-speciale/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/un-don-molto-speciale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 13:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[don Ugo]]></category>
		<category><![CDATA[Maggiate]]></category>
		<category><![CDATA[parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=2491</guid>

					<description><![CDATA[Don Ugo Bamberga ha "lasciato il segno"... a Maggiate e dintorni tutte le sue iniziative sono sempre state apprezzate e il suo carattere, fermo ma dolce, e i suoi insegnamenti di vita saranno a lungo menzionati. Le parrocchie Unite di Maggiate hanno voluto ricordare il centenario della nascita di Don Ugo Bamberga (7 agosto 1922 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-2491"  class="panel-layout" ><div id="pg-2491-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-2491-0" ><div id="pgc-2491-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2491-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-2491-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="font-family: cambria; font-size: 20px; line-height: 26px;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/09/xx-Don-Ugo-Bamberga.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: 1px dotted black;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/09/xx-Don-Ugo-Bamberga.jpg" width="230" /></a><span style="color: #000000;">Don <strong>Ugo Bamberga</strong> ha "lasciato il segno"... a Maggiate e dintorni tutte le sue iniziative sono sempre state apprezzate e il suo carattere, fermo ma dolce, e i suoi insegnamenti di vita saranno a lungo menzionati.<br />
Le parrocchie Unite di Maggiate hanno voluto ricordare il centenario della nascita di Don <strong>Ugo Bamberga</strong> (7 agosto 1922 – 7 agosto 2022), parroco di Maggiate Superiore per 63 anni con alcuni eventi comunitari. Una serata musicale nella chiesa parrocchiale, con una scelta di canti composti da don Ugo eseguiti con semplicità, da un gruppo di amici che hanno vissuto con lui l’esperienza del gruppo giovanile della IER ed intervallati da brevi commenti. Nell’accogliere i presenti all’iniziativa, don Antimo Okee ha voluto invitare a un ascolto nello spirito di una veglia di preghiera, mentre Gabriella Valsesia che ne ha curato l’introduzione, ha sottolineato come questi testi hanno segnato il percorso di tanti fedeli.<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/articoli-don-ugo-00.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/articoli-don-ugo-00.jpg" alt="" width="710" /></a><br />
Ma a noi piace anche ricordare quel suo lungo periodo, negli anni sessanta, in cui il nostro Don insegnava ai fanciulli a cantare, a partecipare a un coro che avrebbe poi inciso dischi e fatta bella figura allo Zecchino d'Oro col famoso Cino Tortorella o Mago Zurlì... e, con le canzoni, sapeva trasmettere grandi principi e sentimenti...<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/09/Bamberga-Ugo-canzoni-e-dico-tot-scaled.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/09/Bamberga-Ugo-canzoni-e-dico-tot.jpg" alt="" width="700" /></a><br />
... e quei bambini di allora son diventati oggi genitori e nonni e, senza dubbio, quei principi hanno poi saputo a loro volta tramandarli alle successive generazioni..<br />
</span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/un-don-molto-speciale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8230;uno di quegli eroi che quando&#8230;</title>
		<link>https://www.bamberga.it/gli-eroi-che-quando-la-marmaglia-fugge/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/gli-eroi-che-quando-la-marmaglia-fugge/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 21:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[cure familiari]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=2486</guid>

					<description><![CDATA[...infuria la battaglia non esita a buttarsi nella mischia. Paolo Bamberga, un "grande" della sua città, l'amata Bergamo. Un vero "guerriero" dedito alla sua professione vista come "missione". Fu, per due anni durante il servizio militare, ufficiale medico alla base aereonautica di Ghedi. Esercitando come medico di base con varie specializzazioni (immunologo. allergologo, ecc.) aveva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-2486"  class="panel-layout" ><div id="pg-2486-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2486-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2486-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-2486-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="font-family: cambria; font-size: 20px; line-height: 25px;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2020/10/Paolo-Bamberga-articolo-1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2020/10/Paolo-Bamberga-articolo-1.jpg" width="750" /></a><br />
<span style="color: #000000;">...infuria la battaglia non esita a buttarsi nella mischia.<br />
Paolo Bamberga, un "grande" della sua città, l'amata Bergamo. Un vero "guerriero" dedito alla sua professione vista come "missione". Fu, per due anni durante il servizio militare, ufficiale medico alla base aereonautica di Ghedi.<br />
Esercitando come medico di base con varie specializzazioni (immunologo. allergologo, ecc.) aveva subito a 56 anni un infarto che non aveva però minimamente rallentato la sua attività generando (anche per questo) tra i suoi pazienti (che per lui erano tutti suoi "amici") stupore e ammirazione. La vita piena e vissuta d'assalto e la sua estrema conclusione vista come un'imprescindile avvenimento da affrontare a viso aperto.<br />
In città fu il medico che ebbe a rendersi conto e a segnalare all'inizio del 2020 il primo caso di covid, essendo per combinazione un suo paziente, il quale, grazie alla tempestività dell'intervento se la cavò con un breve ricovero. Volontario poi nei massacranti turni in territorio di Alzano dove la pandemia esplose poi in modo incontrollato. Ripresosi lui stesso dalla malattia, tutti i suoi pazienti (e non solo) che si ammalarono di covid sono stati guariti, ben prima dell'avvento del "famoso" vaccino. In pochi giorni però un altro, <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2020/12/Paolo-targa-x2-articoli.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2020/12/Paolo-targa-x2-articoli.jpg" alt="" width="380" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;"/></a>infido e raro, nemico (diagnosticatogli per beffa del destino proprio dal fratello pneumologo) ha superato ogni sua resistenza, gettando nello sconforto anche i suoi tanti amici e ammiratori.<br />
E in tanti hanno insistito... hanno raccolto firme e fatto pressione sull'Amministrazione Comunale... e per questo è stata posta una targa in ricordo. Nessuno vuole dimenticare la sua capacità e la sua umanità!!<br />
Che Dio l'abbia in gloria!!</span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/gli-eroi-che-quando-la-marmaglia-fugge/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Flash su di uno strano cognome… nel fluire della Storia</title>
		<link>https://www.bamberga.it/flash-su-di-uno-strano-cognome-nel-fluire-della-storia/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/flash-su-di-uno-strano-cognome-nel-fluire-della-storia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 13:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[agabio]]></category>
		<category><![CDATA[bersaglieri]]></category>
		<category><![CDATA[cialdini]]></category>
		<category><![CDATA[cognome]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra indipendenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=3899</guid>

					<description><![CDATA[Nel corso della Storia le guerre hanno contribuito fortemente allo spostamento di un gran numero di uomini tra vari territori, alla "conoscenza" tra le varie popolazioni con scambi di usanze ed esperienze e anche all'"incrocio" tra le genti. Nel Risorgimento italiano, per esempio… ma cominciamo da “in alto a sinistra”… La Storia Dall’aprile 1713 al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3899"  class="panel-layout" ><div id="pg-3899-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-3899-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3899-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3899-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nel corso della Storia le guerre hanno contribuito fortemente allo spostamento di un gran numero di uomini tra vari territori, alla "conoscenza" tra le varie popolazioni con scambi di usanze ed esperienze e anche all'"incrocio" tra le genti.<br />
Nel Risorgimento italiano, per esempio… ma cominciamo da “in alto a sinistra”…</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Dall’aprile <strong>1713</strong> al <strong>1734</strong>, la città di <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Novara" target="_blank" rel="noopener"><strong>Novara</strong></a> fece parte dell'<strong>Impero Asburgico</strong>. Dal 1734, tranne il periodo di occupazione delle truppe napoleoniche durante il quale fu capitale del Dipartimento dell'Agogna, passò a Casa Savoia.<br />
L'8 aprile <strong>1821</strong>, Novara fu luogo di una battaglia in cui le truppe regolari sarde e <strong>austriache</strong> sconfissero i liberali costituzionali piemontesi.<br />
L'<strong>esercito del Regno di Sardegna</strong> poteva contare in quegli anni sui 4/5 dei suoi effettivi, e cioè 65.000 uomini. Il Corpo dei <strong>bersaglieri</strong> fu istituito il 18 giugno 1836 dal re Carlo Alberto su proposta dell'allora capitano Alessandro La Marmora.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-849" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d-800x633.jpg" width="700" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d-800x633.jpg 800w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d-300x237.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><strong>Regno Sabaudo – 1846</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nella mappa, con un punto rosso, viene indicata, oltre Novara, anche <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Invorio" target="_blank" rel="noopener"><strong>Invorio</strong></a> (che contava 3.125 abitanti tra le colline della sua provincia), perché in quella cittadina il <em><strong>26 febbraio 1838</strong></em>, <strong>Agabio Bamberga</strong>, nato a <strong>Novara</strong> il <em><strong>19 Marzo 1818</strong></em>, si sposa con De Carlini Maddalena fu Gian Battista e lì metterà su famiglia.<br />
Il <em><strong>25 aprile 1839</strong></em> (compiuti 21 anni) gli viene rilasciato un documento che risulta però illegibile.<br />
Poi di lui non si hanno notizie, era forse militare, fino al <em><strong>settembre 1845</strong></em> (suoi 27 anni) quando comincia a generare un figlio ogni 2 anni fino al 23 maggio 1858 (a 40 anni). In totale saranno 7 figli (3 maschi: Battista Giovanni Francesco, di cui si parlerà più avanti, Giovanni Battista e Paolo Pietro, morto abbastanza giovane). Agabio vivrà a Invorio e vi morirà nel 1876 dopo aver visto nascere i primi 5 nipoti dal primogenito Battista Giovanni.<br />
Il <em><strong>2 giugno 1846</strong></em> nasce, come detto, a Invorio Battista<strong> Giovanni</strong> Francesco Bamberga, primogenito, il quale avrà più tardi (quando lui avrà già 7 anni) un fratello di nome <strong><em>Giovanni Battista </em></strong>Bamberga.<br />
Di lui si può pensare che, dato che poi chiamerà un figlio “Battista” venga chiamato solo “<strong>Giovanni</strong>” e il fratello minore solo “<em><strong>Battista</strong></em>”, invertendo di fatto i primi nomi di battesimo, e anche che, coscritto, a 17 anni, venga ipoteticamente chiamato sotto le armi nel 1863 per le urgenze militari e assegnato ai bersaglieri del IV Corpo d’Armata che, sotto il comando del Gen. Cialdini, si trovava al momento in meridione per l’emergenza “brigantaggio” ma che verrà poco dopo trasferito in Veneto nel 1864 per l’inizio della III guerra di indipendenza.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Dal <strong>23 marzo 1848</strong> (Il giorno dopo la conclusione delle cinque giornate di Milano) al <strong>22 agosto 1849</strong> fu combattuta la <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_d%27indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">prima guerra d'indipendenza</a> italiana dal Regno di Sardegna contro l'Impero asburgico. Nella fase iniziale del conflitto furono colti alcuni successi, come nelle battaglie di Monzambano, Valeggio e Pastrengo, ma Carlo Alberto non li seppe sfruttare e la guerra volse sfavorevolmente. Il 9 agosto 1848 l'esercito sardo fu battuto a Custoza.<br />
Il <strong>23 marzo 1849</strong>, nell'ancora più tremenda <strong>Battaglia di Novara</strong> (Agabio Bamberga aveva 31 anni e viveva a Invorio) l'esercito piemontese fu sconfitto dagli austriaci del maresciallo Radetzky; questo fatto portò alla <strong>occupazione della città da parte degli austriaci</strong> e Carlo Alberto fu costretto ad abdicare.<br />
Nel <strong>1852</strong> Vittorio Emanuele II diede l'incarico di formare un nuovo esecutivo a Camillo Benso di Cavour e già nel <strong>1853</strong> il rinnovato esercito piemontese partecipò alla guerra di Crimea (4 ottobre 1853 - 1 febbraio 1856) fra l'Impero russo e Impero ottomano, Francia, Regno Unito e Regno di Sardegna.  A quella spedizione partecipò anche <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Cialdini" target="_blank" rel="noopener"><strong>Enrico Cialdini</strong></a> già col grado di generale.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <em><strong>22 novembre 1853</strong></em> nasce a <strong>Invorio</strong> <em><strong>Giovanni Battista Bamberga</strong></em> (5° figlio di 7– 2° maschio), che con 11 figli (8 maschi di cui 2 morti presto) darà il via al ramo più numeroso di <strong>Invorio</strong> e dintorni, fratello del Battista <strong>Giovanni</strong> primogenito.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;">Il <strong>23 ottobre 1859</strong>, fu istituita la provincia di <strong>Novara</strong> che arrivava a comprendere anche le attuali province di Vercelli, di Biella e del Verbano-Cusio-Ossola.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-1.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-1.jpg" alt="regno-sabaudo-1860-1" width="290" /></a>Allo scoppio della <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_d%27indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">seconda guerra d'indipendenza </a>(<strong>27 aprile 1859</strong> - <strong>12 luglio 1859</strong>) Alfonso La Marmora non riuscì a mettere insieme i <em>100.000 italiani in armi</em> previsti dal trattato di alleanza sardo-francese . Il 30 maggio, 4 divisioni sabaude passarono la Sesia a Vercelli scontrandosi con gli Austriaci e la battaglia condotta dal generale <strong>Cialdini</strong> fu la prima di una serie di vittorie che portarono alla sconfitta dell'Austria, costretta a cedere alla Francia la Lombardia, girata poi al Regno di Sardegna. </span><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;">La guerra pose fine alle ingerenze austriache in Italia e, in Toscana, Parma, Modena e Romagna pontificia, le autorità lasciarono il potere a governi provvisori filo-piemontesi.<br />
Il <strong>5 marzo 1860</strong> quei territori votarono un plebiscito per unirsi al Regno di Sardegna.</span></span><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nella notte fra il <strong>5 e 6 maggio 1860</strong>, sotto il comando di Nino Bixio, un gruppo di garibaldini si impadronì di due navi ed ebbe così inizio la spedizione dei Mille.<br />
Il 1<strong>4 maggio</strong> a Salemi Giuseppe Garibaldi dichiarò di assumere la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II. Il <strong>6 settembre</strong> re <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_II_delle_Due_Sicilie" target="_blank" rel="noopener">Francesco II </a>abbandonò Napoli, e il <strong>7 settembre</strong>, Garibaldi entrò in città accolto da liberatore.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-2-b.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-2-b.jpg" width="450" /></a>Vittorio Emanuele II decise allora di intervenire con il proprio esercito per annettere Marche e Umbria, che erano state occupate dagli Austriaci nel 1849, invocati dal papa Pio IX per reprimervi i moti rivoluzionari.<br />
L’occasione furono i rinnovati moti del 1860 in Ancona. Il governo di Torino protestò contro la dura repressione e chiese lo scioglimento delle truppe mercenarie pontificie, ottenendo come risposta un diniego.<br />
A seguito di ciò l'<strong>11 settembre</strong> l'esercito piemontese al comando di Enrico <strong>Cialdini</strong> attraversò il confine penetrando nelle Marche e in Umbria, con il piano di unire così il nord e il sud d'Italia e lasciare al papa il solo Lazio, come estremo baluardo del dominio temporale.<br />
Con la battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860), l’assedio e, dopo un'accanita resistenza delle truppe pontificie sostenute dagli austriaci, la caduta di Ancona il <strong>28 settembre 1860</strong> ad opera del <strong>Cialdini</strong>, promosso Generale d'armata il 6 ottobre 1860, le Marche uscirono definitivamente dallo Stato Pontificio e, con il plebiscito del 5 novembre 1860, entrarono a far parte del Regno di Sardegna con R.D. del <strong>17 dicembre 1860</strong>.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Italia-1861-3-b.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Italia-1861-3-b.jpg" width="280" /></a>Intanto i borbonici, assediati da garibaldini, avevano nel frattempo raccolto altri volontari a nord del Volturno intorno Gaeta e avevano deciso di fare ricorso a formazioni irregolari a supporto delle truppe regolari, ancora attive tra il Sannio e l'Abruzzo, per coprire il fianco rispetto all'avanzata verso sud del <strong>generale Cialdini alla guida del IV Corpo d'Armata</strong>.<br />
Il massimo della reazione filo-borbonica si verificò il <strong>30 settembre 1860</strong> nella città di <strong>Isernia</strong> (in provincia della quale si trova anche la cittadina di <strong>Montenero Val Cocchiara</strong>... e poi vedremo il perchè della citazione).<br />
Il <strong>13 febbraio 1861</strong> si concluse l'assedio di Gaeta portato avanti dal generale Cialdini, cui venne conferito il titolo di Duca di Gaeta, e, il <strong>17 marzo 1861</strong>, dopo la capitolazione della fortezza di Messina del 12 marzo, venne proclamato il <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_d%27Italia_(1861-1946)" target="_blank" rel="noopener"><strong>Regno d'Italia</strong></a> (benché, in verità, mancassero ancora a questo Veneto, Friuli e Lazio).<br />
L'esercito del Regno di Sardegna, incorporato l'Esercito delle Due Sicilie e quello garibaldino, il <strong>4 maggio 1861 </strong>assunse il nome di <strong><a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regio_Esercito" target="_blank" rel="noopener">Regio Esercito</a> </strong>(e dal 1884 anche <strong>Italiano</strong>) .<br />
<strong>Nel 1861 le <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_militare_di_leva_in_Italia" target="_blank" rel="noopener">operazioni di leva</a> non diedero un buon risultato</strong>; furono emanate secondo i dispositivi della legge del Regno di Sardegna promulgata nel 1854 che prevedeva <strong>5 anni di ferma</strong> e la possibilità da parte di alcuni coscritti di essere esentati dal servizio facendosi sostituire da altri pagando cifre consistenti.<br />
Ma fondamentale intanto era diventata la “<a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Questione_romana" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Questione romana</em></strong></a>” poiché si riteneva fosse dalla capitale pontificia che il <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brigantaggio_postunitario_italiano" target="_blank" rel="noopener">brigantaggio anti-unitario</a> traesse maggiore forza e alimento.<br />
Dopo i primi gravi insuccessi il luogotenente Gustavo Ponza richiese con sempre maggior insistenza l'invio di ulteriori truppe a rinforzo.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/mappa-brigantaggio-1863-c.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/mappa-brigantaggio-1863-c.jpg" width="350" /></a>Il governo Ricasoli istituì allora, <strong>4 aprile 1861</strong>, con sede a Napoli il 6º Gran Comando Militare con a capo il generale <strong>Cialdini</strong> che, il 15 luglio, fu nominato Luogotenente di Re Vittorio Emanuele II.<br />
Dopo l'eccidio di Auletta (Salerno) avvenuto il 30 luglio 1861 per la repressione di una rivolta filoborbonica, Cialdini, nell'agosto, ebbe poteri eccezionali per affrontare l'emergenza. Comandò una dura repressione col ricorso ad arresti in massa, esecuzioni sommarie, distruzione di masserie e dei centri abitati di Pontelandolfo e Casalduni (Benevento) il 14 agosto, eseguiti dai bersaglieri, per rappresaglia dopo il massacro di 45 militari, trucidati dopo essersi arresi, perpetrato da briganti con l'appoggio della popolazione.<br />
Le forze a sua disposizione consistevano in circa <strong>22.000 uomini</strong>, presto passati a <strong>50.000 nel dicembre 1861</strong>.<br />
Nel <strong>luglio 1862</strong> i due fratelli La Gala, importanti capi briganti, braccati, <strong>si rifugiarono nello stato pontificio</strong>. Il caso mise alla luce le problematiche legate all'appoggio del brigantaggio e la difficile posizione francese a Roma, le cui truppe presidiavano per la difesa del Papa e la cui presenza indirettamente favoriva una politica ostile all'alleato Regno d'Italia.<br />
Ma quando Garibaldi sbarcò in Sicilia nel luglio 1862 e poi in Calabria per risalire la penisola fino a Roma, il re inviò il generale <strong>Enrico Cialdini</strong> con l'ordine di catturarlo.<br />
Il <strong>29 agosto 1862</strong> i garibaldini (3.000) si scontrarono con le truppe regolari (3.500 bersaglieri) sull'<a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_dell%27Aspromonte" target="_blank" rel="noopener">Aspromonte</a> e Garibaldi, ferito a una gamba, fu arrestato.<br />
Solo a partire dal <strong>1863</strong>, dopo essere stata incrementata, <strong>la chiamata alle armi</strong> cominciò ad essere sufficiente per coprire il fabbisogno del regio esercito.<br />
Ai 20 reggimenti di fanteria sardi esistenti se ne aggiunsero 46, ai 9 di cavalleria altri 10, e ai 10 battaglioni di bersaglieri altri 26.<br />
Le truppe dedicate alla repressione vennero aumentate sino a un massimo nell'<strong>ottobre 1863</strong> di <strong>116.799 soldati</strong> (circa i <em>due quinti delle forze armate italiane</em> del tempo) e Cialdini poté riassumere l'iniziativa, giungendo alfine ad eliminare le grandi bande a cavallo ed i loro comandanti estinguendo così il "focolaio lucano".<br />
Pertanto il <strong>1863 fu l’anno decisivo per la lotta al “brigantaggio”</strong>: il 5 gennaio 1863 venne ucciso in combattimento Pasquale Romano, attivo nella zona di Bari; la sua morte in battaglia rappresentò la fine della guerriglia in Puglia; nella zona di Foggia Michele Caruso fu fucilato il 23 dicembre dello stesso anno. Nel corso dell'anno furono sgominate le bande di Crocco in Basilicata; seguì la resa del suo luogotenente Giuseppe Caruso il 14 settembre 1863; Carmine Crocco, rimasto con pochi uomini e incalzato senza tregua dalle truppe italiane, cercò riparo <strong>sconfinando nello Stato Pontificio</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-1800.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-1800.jpg" width="260" /></a>A metà <em><strong>ottobre 1863</strong></em>, a <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montenero_Val_Cocchiara" target="_blank" rel="noopener"><strong>Montenero Val Cocchiara</strong></a> (cittadina, precedentemente citata, in provincia di <strong>Isernia</strong> con 1782 abitanti, in Molise al confine con Abruzzo, Campania e Lazio, zona di <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerriglia_e_brigantaggio_postunitario_nelle_province_meridionali" target="_blank" rel="noopener">piccole bande</a> ma di <strong>transito di fuga verso lo stato pontificio</strong>, indicata con punto rosso nella mappa sopra),  una sua abitante, Giuseppina <a style="color: #000000;" href="http://www.g-site.com/cgi-bin/gig-search/gig-search.cgi?keys=gigliotti" target="_blank" rel="noopener">Gigliotti</a> (17 agosto 1848 / 17 marzo 1902) allora di anni 15, si ritrova incinta di<strong> Giovanni Bamberga</strong> (mentre il Battista Giovanni, probabilmente coscritto dal giugno dello stesso anno, ha 17 anni).</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;">Il <strong>13 marzo 1864</strong>, Cialdini fu nominato senatore e la “<strong><em>Questione romana</em></strong>” fu subito accantonata perché Napoleone III, desideroso di avvicinarsi all'Italia durante la crisi tra Prussia e Austria, propose lo sgombero delle proprie truppe da Roma a condizione che la capitale del Regno fosse spostata da Torino in un'altra città e gli italiani rinunciassero definitivamente a Roma. La convenzione fu firmata: Napoleone III sgombrò Roma dalle truppe e la capitale del Regno fu trasferita a Firenze.<br />
Ristabilita la fiducia nei rapporti con la Francia, si affrontò all'istante la questione del Veneto, preparando la terza guerra d'indipendenza (20 giugno / 12 agosto 1866).<br />
Per questo motivo, <strong>nel 1864 iniziò presto il ridimensionamento delle truppe</strong> destinate alla repressione ridotte fino a un minimo di <strong>92.984 nel settembre 1864</strong> (8 reggimenti granatieri, 8 di cavalleria, 34 reggimenti di fanteria con un solo battaglione e 13 battaglioni bersaglieri) mentre gli altri <em><strong>23.815</strong> </em>regolari della IV Armata furono trasferiti al nord per formare l’Armata del Po al comando del Generale <strong>Cialdini</strong>.</span><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <em><strong>13 luglio 1864</strong></em> a <strong>Montenero Val Cocchiara</strong> (Isernia), mentre è in corso questa riduzione di militari, da Giuseppina Gigliotti e ignoto, secondo il certificato di nascita, nasce <strong>Giovanni Bamberga</strong> (perché questo e non il cognome della madre??) mentre il Battista <strong>Giovanni</strong> Bamberga di Invorio ha 18 anni e, a Invorio, suo fratello, <em><strong>Giovanni Battista</strong></em>, ha 11 anni.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Allo scoppio della <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_d'indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">terza guerra d’indipendenza</a> italiana l’Esercito Italiano era costituito da 3 corpi d’armata di 4 divisioni lungo il fiume Mincio (Gen. La Marmora), un grosso corpo d'armata di 8 divisioni <strong>in Romagna lungo il fiume Po</strong> (Gen. <strong>Cialdini</strong>), 38.000 uomini del Corpo Volontari in Lombardia (Garibaldi).<br />
Una forza complessiva in campo di circa <strong>220.000 uomini</strong>, 37 mila cavalli, 456 cannoni.<br />
Il <strong>23 giugno 1866</strong> la Prussia aprì le ostilità contro l’Italia e l'armata del Mincio di La Marmora passò il fiume a Valeggio e Goito; dopo la sconfitta di Custoza, il grosso dell'esercito venne affidato a Cialdini, che guidò l'avanzata italiana da Ferrara fino a Palmanova. L'ultimo scontro avvenne il <strong>26 luglio</strong> a Ponte di Versa, dopo il quale gli italiani entrarono vittoriosamente in provincia di Gorizia.<br />
L’<strong>11 agosto 1866</strong> fu stipulata la pace; gli austriaci cedettero il Veneto a Napoleone III il 24 agosto; la cessione del Veneto dalla Francia all'Italia avvenne il 19 ottobre.<br />
Nel <strong>1867</strong>, Francesco II, re delle Due Sicilie sciolse il governo borbonico in esilio; nel <strong>1869</strong> furono catturati i guerriglieri delle ultime bande con cavalleria e nel <strong>gennaio 1870</strong>, il governo italiano soppresse le zone militari nelle province meridionali, sancendo così anche <strong>la fine ufficiale dell’emergenza militare in meridione</strong>.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <em><strong>5 marzo 1870</strong></em>, Battista <strong>Giovanni</strong> Bamberga (forse congedato nel 1868) rientrato a <strong>Invorio</strong> (per quei tempi, lontanissimo da <strong>Montenero Val Cocchiara</strong>) a 23 anni (mentre il piccolo Giovanni di Montenero ha 6 anni) sposa Fiorina Catterina.<br />
Dal 1870 al 1882 (36 anni) avrà 9 figli (5 maschi -3 morti presto - e 4 femmine). I rimanenti due saranno:<br />
- <strong>Cesare</strong>, nato il <em><strong>14 marzo 1877</strong></em>, darà il via al ramo di <strong>Bergamo</strong>.<br />
- <strong>Battista</strong> Vincenzo, nato il <em><strong>5 settembre 1880</strong></em>, darà il via al ramo di <strong>Novara</strong>.<br />
Battista Giovanni Bamberga morirà a Invorio il 21 marzo1914.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <strong>20 settembre 1870</strong>, sotto il comando del generale Raffaele Cadorna, i bersaglieri del IV Corpo d'armata, dopo la sconfitta di Napoleone III per opera dei prussiani, invasero il Lazio, aprirono un varco nelle mura di Roma, entrarono attraverso la <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Roma" target="_blank" rel="noopener">breccia di Porta Pia</a>, e occuparono la città che divenne la capitale del Regno d'Italia.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nel <em><strong>febbraio 1884</strong></em> <strong>Giovanni Bamberga</strong> a <strong>Montenero Val Cocchiara</strong> (19 anni) sposa Severina Pietrocelli e avrà 5 figli (3 maschi che daranno il via ai rami di <strong>Roma</strong> e <strong>USA</strong>) :<br />
- <strong>Nicola</strong> (8 gennaio 1885) che si trasferirà in Usa (Cleveland- Ohio – 60 km da Eire) e sarà il padre di Severina, Mary, Joseph,<br />
- <strong>Alfonso</strong> (14 marzo 1887) che si trasferirà in Usa a Erie, Pennsylvania, nel 1905 e poi nel 1912 (secondo <a style="color: #000000;" href="http://libertyellisfoundation.org/passenger-result" target="_blank" rel="noopener"><em>Passenger Search</em></a>) poi ancora nel 1944 e sarà il padre di Nicola 1922, Felicita 1925, <em><strong>Edgardo</strong></em> 1927 (nato a Roma con la mamma tornata incinta),<br />
- <strong>Vittorio</strong> (9 giugno 1892) che si trasferirà in USA (N.Y. poi Erie) e sarà il padre di John Antony 1916, <em><strong>Carmela</strong></em> 1921 (nonna di Kristen) e <em><strong>Garneta</strong></em> 1931)<br />
Giovanni morirà a Montenero di Valcocchiara il 27 gennaio 1893 ancora giovanissimo a 29 anni.<br />
La moglie Severina Pietrocelli si risposerà dopo alcuni anni con Luigi Mannarelli e avrà altri 4 figli.<br />
</span><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nell'estate del <strong>1998</strong>, dopo un contatto telematico avvenuto l’anno precedente con la figlia di Carmela (nata nel 1921 a Montenero Valcocchiara), <strong>Garneta Bamberga</strong>, sorella di Carmela, viene in Italia, a Stresa, e ritorna l’anno successivo con la nipote di Carmela, <strong>Kristen </strong>Sybrant, stabilendo un rapporto tra i rami Bamberga di <strong>Erie</strong> (Pennsylvania) e di <strong>Bergamo</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-of-Eire-d.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-of-Eire-d.jpg" width="700" /></a><br />
In questa vecchia foto ecco il più giovane Bamberga, <strong>Vittorio</strong>, che nel 1927 aveva 35 anni; gli altri: <strong>Nicola</strong>, anni 42, forse era in Ohio, e <strong>Alfonso</strong>, anni 40, era probabilmente e temporaneamente in Italia.<br />
<strong>Vittorio</strong> sposerà Anna Di Monaco (1915) e avrà John Antony (1916 a sua volta poi padre di Victor), <strong>Carmela</strong> (1921 che sarà madre di di Richard e <em><strong>Sara</strong></em> (Sybrant) e nonna di <em><strong>Kristen</strong></em>, Matthew e Michael) e <strong>Garneta</strong> (1931, mamma di John)<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Adelmina-e-Nick-sx-e-Felicita-dx.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Adelmina-e-Nick-sx-e-Felicita-dx.jpg" width="200" /></a>E qui la moglie di <strong>Alfonso</strong>, <strong>Adelmina</strong> Difilippo, con i primi 2 figli <strong>Nicola</strong> (Nick) e <strong>Felicita</strong> (Phyllis), ripresi nello stesso periodo, in Erie (Pennsylvania) . Rientreranno per un periodo in Italia dove nascerà il terzo figlio <strong>Edgardo</strong>. I figli:<br />
- <strong>Nick</strong> sposerà Lois Curtis e sarà padre di Connie (sposata Natale).<br />
- <strong>Felicita</strong> sposerà Eddie Paulinsky e avrà Sandy, Judi e Randy.<br />
- <strong>Edgardo</strong> vivrà a Roma e avrà 2 figli: <strong>Roberto</strong> ed <strong>Elvira</strong> (sposata Sciaranghella).</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/flash-su-di-uno-strano-cognome-nel-fluire-della-storia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel maledetto 91/38…</title>
		<link>https://www.bamberga.it/quel-maledetto-91-38/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/quel-maledetto-91-38/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 13:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[91/38]]></category>
		<category><![CDATA[carcano]]></category>
		<category><![CDATA[cesare]]></category>
		<category><![CDATA[contraerea]]></category>
		<category><![CDATA[fucile]]></category>
		<category><![CDATA[occhio]]></category>
		<category><![CDATA[sabaudia]]></category>
		<category><![CDATA[schegge]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=3932</guid>

					<description><![CDATA[Il moschetto Carcano modello 1891 (prodotto dal 1891), adottato dall’E.I. nella prima G.M., divenne, dopo varie modifiche inserite fino al 1938, il 91/38; fu adottato dall’E.I. nell’arco della prima fase della II° G.M ma subì altre modifiche, sotto la Repubblica di Salò, per renderlo compatibile con il munizionamento dell’allora alleato esercito germanico. Questa arma, con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3932"  class="panel-layout" ><div id="pg-3932-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-3932-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3932-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3932-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 18px;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/91-38.jpg" rel="attachment wp-att-600"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/91-38.jpg" width="300" /></a><span style="color: #000000;">Il <em><strong>moschetto Carcano modello 1891</strong></em> (prodotto dal 1891), adottato dall’E.I. nella prima G.M., divenne, dopo varie modifiche inserite fino al 1938, il 91/38; fu adottato dall’E.I. nell’arco della prima fase della II° G.M ma subì altre modifiche, sotto la Repubblica di Salò, per renderlo compatibile con il munizionamento dell’allora alleato esercito germanico. Questa arma, con ulteriori modifiche, restò in dotazione ai nostri giovani di leva inquadrati nei vari reparti, per molti decenni dopo la fine della guerra. Ad una di queste, con l'aggiunta di un'ottica civile a 4 ingrandimenti, nel 1963 è stato attribuito l'omicidio a Dallas di John Fitzgerald Kennedy.</span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 19px;"></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 20px;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/cece-al-tiro.png" rel="attachment wp-att-601"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/cece-al-tiro.png" width="285" /></a>Era un giovane Allievo Ufficiale della Scuola di Contraerea Leggera (CAL) di Sabaudia; durante il corso aveva acquisito il titolo di “tiratore scelto”, ricevendone anche dei premi, per la sua efficacia nel tiro con diversi tipi di arma, ma quel giorno nell'estate del 1954, partecipando a delle normali esercitazioni di tiro, <strong>Cesare Bamberga</strong> imbracciò un fatale 91/38...</span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 20px;"></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">E, qui seguito, ecco altre note su quel tipo di fucile:  <em>“…molti Carcano sono stati ri-importati dall'estero, dove erano finiti dopo la fine della II G.M. ma molti sono stati “ricamerati” utilizzando delle canne adatte per il "diametro commerciale" di 0,264", addirittura utilizzando sui classici "91 lungo" delle canne con passo di rigatura costante al posto di quello variabile. Se da un punto di vista "storico" questo non è sicuramente un bel "biglietto da visita", da un punto di vista di "sicurezza" la cosa crea non pochi problemi, perché utilizzando una canna sottocalibrata i picchi pressori che vengono generati da una "munizione originale" <strong>potrebbero creare seri danni al tiratore…</strong>.</em>”  e altri scrivono <em>“…molte critiche sono state mosse al Carcano riguardo alla robustezza. Si parla di militari che si sono trovati l'otturatore in faccia, ma dei nomi degli "sfortunati" <strong>non c'é traccia...</strong></em>”<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 18px;">  ma purtroppo di quella “sfortuna” Cesare ne ebbe una traccia indelebile.</span></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 19px;"></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 20px;"><span style="color: #000000;">Al sesto e ultimo (fortunatamente) colpo, la canna surriscaldata impedì l'uscita al proiettile che esplose in canna… l’otturatore rinculò sotto la pressione dell'espolione ma fu trattenuto (fortunatamente) dal fine corsa mentre la fiammata e le schegge che, all'indietro, fuoriuscirono, investirono il viso del giovane. Dal solo occhio destro furono estratte quasi quaranta minutissime schegge e molte più dal resto del viso. Il destino fu segnato; per tutta la sua, pur lunga, vita Cesare dovette adattarsi alla vista con il solo occhio sinistro. Questo influenzò certamente il suo carattere (a volte il “nervosismo” prevaleva sul suo naturale buonumore) ma ciò non gli impedì di ottenere ottimi risultati nel mondo del lavoro, di avere grandi soddisfazioni da una bellissima famiglia e di essere anche di notevole aiuto ad altri “sfortunati” per servizio attraverso la sua carica in seno all'Associazione relativa.<br />
Cesare ci ha lasciato nel 2015 ma ha lasciato un grande esempio come persona e come cittadino. R.I.P.</span></span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/quel-maledetto-91-38/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>sui Bamberga di Bergamo</title>
		<link>https://www.bamberga.it/sui-bamberga-di-bergamo/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/sui-bamberga-di-bergamo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 20:47:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[algeria]]></category>
		<category><![CDATA[battista]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardo]]></category>
		<category><![CDATA[cesare]]></category>
		<category><![CDATA[città alta]]></category>
		<category><![CDATA[eritrea]]></category>
		<category><![CDATA[piazza pontida]]></category>
		<category><![CDATA[trezzo]]></category>
		<category><![CDATA[zogno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=4196</guid>

					<description><![CDATA[Bamberga. Cesare e Bernardo: riflessi di storia italiana nelle vite di due bergamaschi. Bamberga. Il cognome così... "strano" era arrivato a Bergamo con quello che divenne "il nonno" Battista Giovanni; costui era nato a Invorio (provincia di Novara, Regno di Sardegna), primogenito di sette, da Agabio e Maddalena Decarlini, nel 1846 e si era sposato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4196"  class="panel-layout" ><div id="pg-4196-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4196-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4196-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4196-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="text-align: left; line-height: 22px; font-size: 18px; color: #000000;"><strong>Bamberga</strong>. <strong>Cesare e Bernardo</strong>: riflessi di storia italiana nelle vite di due bergamaschi.</span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 22px; font-size: 18px; color: #000000;"><strong><br />
Bamberga</strong>. Il cognome così... "strano" era arrivato a Bergamo con quello che divenne "il nonno" <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-invorio.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-invorio.jpg" alt="" width="230" /></a><strong>Battista</strong> Giovanni; costui era nato a <strong>Invorio</strong> (provincia di Novara, Regno di Sardegna), primogenito di sette, da <strong>Agabio</strong> e Maddalena Decarlini, nel <strong>1846</strong> e si era sposato con Fiorina Caterina nel <strong>1870</strong>, iniziando la sua attività di commerciante ambulante. Ebbe, come allora si usava tra bravi italiani, nove figli. Aveva già sicuramente battuto tutti i paesi della provincia quando, un giorno, assieme al suo quintogento, <strong>Cesare</strong>, nato nel <strong>1877</strong>, nel suo pellegrinare e superando le ormai "vecchie frontiere" col Lombardo-Veneto austriaco, ebbe a percorrere per la prima volta le strade della città di Bergamo sul finire del secolo.<br />
Il <strong>Battista</strong> doveva essere un tipo energico, forte e robusto (o, come si usa dire in terra orobica, "svelto") se, come si raccontava con orgoglio in famiglia, un giorno, mentre passava nei pressi della, da poco ricostruita, Chiesa della Madonna delle Grazie, ebbe a salvare, prendendola al volo, una bambina precipitata da una finestra dell’ultimo piano della casa adiacente.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-via-colleoni.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-via-colleoni.jpg" alt="" width="248" /></a>Viaggiava normalmente con lui, sul suo calesse, il figlio poco più che ventenne, apprendista commerciante, ma il giovane <strong>Cesare</strong> (non si sa se si trattò del classico "colpo di fulmine") fu presto "preso" da questa tranquilla e operosa città che esprimeva pure i segni della recente buona amministrazione asburgica... ma anche, e soprattutto, fu "preso" dagli occhi di una certa bella e giovane ricamatrice di nome <strong>Susanna Teresa</strong>. Inutile dire che non serviva altro per convincerlo a mettere radici...<br />
Nel <strong>1902</strong> si sposò con la sua bella e prese casa (in quella che verrà in seguito chiamata la "casa veneziana" per via della sua tipica facciata) all'inizio della via Gombito che era allora la via centrale della città, l'Alta Città... perché in basso vi erano solo dei "borghi" periferici; acquistò per la sua attività il negozio quasi di fronte alla casa iniziando un commercio di tabaccheria e vari articoli (minimarket, diremmo oggi).<br />
Era l'inizio del “ramo” bergamasco del cognome.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/1929-nonni-Bamberga.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/1929-nonni-Bamberga.jpg" width="180" /></a>Nasce nel 1903 <strong>Bernardo</strong>, il primo "<em>bambergamasco</em>", che viene battezzato nel Battistero del Giovanni da Campione in Piazza Duomo. Presto però il papà Cesare diventa il concessionario unico per la Valle Brembana della ditta <strong><em>Singer</em></strong> e deve perciò trasferire casa e negozio a Zogno in via Cavour da dove partirà con il calesse per le strade polverose della valle. Lì nasce anche la sorella <strong>Ida</strong>, che andrà poi sposa a Eliseo Riva proprietario di uno storico mobilificio bergamasco. Il papà Cesare viene richiamato per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale; dopo un anno in Adamello, per l’età avanzata, passa nella riserva della <em><strong>Milizia Territoriale</strong></em> e rimane per il resto della guerra nella “contraerea” di protezione al ponte e alla centrale elettrica di Trezzo.<br />
Alla fine della guerra i commerci sono cambiati e così la famiglia torna a Bergamo: la casa in Piazza Pontida e il nuovo negozio è il <em><strong>Bar Diana</strong></em> proprio sotto la sede attuale di quello, che diverrà, “storico” <strong><em>Ducato di Piazza Pontida</em></strong>, nel centro della Bergamo Bassa storica, Borgo San Leonardo.<br />
E lì <strong>Bernardo</strong> cresce, diventa un ragazzo forte (partecipa a gare di lotta libera vincendo qualche medaglia, diventa uomo prestando servizio di leva in Artiglieria ed al ritorno (siamo nel 1924) la sua passione per la meccanica fa di lui la <strong><em>patente n° 595</em></strong> di Bergamo.<br />
Orgoglioso di ciò e aperto all'avventura, decide di accettare l’offerta della ditta Gondrand che era alla ricerca di autisti disposti ad andare in Algeria per guidare i suoi camion necessari al trasporto di materiale da costruzione.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/Nardo-e-giopì.png"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/Nardo-e-giopì.png" width="235" /></a> Una foto storica lo ritrae perciò alla fine degli anni ’20 sotto una palma africana intento a sfogliare proprio “il GIOPI’”, il giornale del famoso Ducato.<br />
La sua storia al rientro prosegue con l’acquisto di due auto “<strong><em>Balilla</em></strong>” per fare, tra i primissimi, servizio di taxi, parcheggiando, proprio come sostano ora, davanti al Teatro Donizetti. Conosce e sposa nel ’33 <strong><em>Candida Lazzaroni</em></strong>, degli storici Lazzaroni di Borgo Canale, con la quale, vendute le macchine, apre un negozio all'inizio di Via Quarenghi. Ma di nuovo, la prospettiva di un miglioramento economico, lo spingono ad accettare il lavoro di autista e nel ’35 parte per l’Eritrea dove era appena stata costruita la città metropolitana (ossia italiana) di <em><strong>Asmara</strong></em>.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/1935-Nardo-in-Eritrea.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/1935-Nardo-in-Eritrea.jpg" width="215" /></a>Una foto di quegli anni lo ritrae sereno, in mezzo ad orgogliosi “Ascari”, nonostante la vita non certo facile e comoda.<br />
Scoppia la guerra con l’Etiopia ed, essendo stato militarizzato, gli capita di essere testimone di fatti cruenti (il massacro del cantiere della Gondrand effettuato dagli abissini di ras Cassà nelle retrovie dell’esercito, ecc.) e di rischiare più volte la pelle. All'inizio del ’36 viene però rimpatriato, quasi in fin di vita, per un forte attacco di malaria dal quale riesce però a riprendersi. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene richiamato in Artiglieria a Novara ma poi, per l’età e numero di figli (era nata nel frattempo Bruna, la quarta della serie), spostato in riserva nella Milizia Territoriale di Bergamo; e come autista presterà servizio anche lungo la nuovissima autostrada Bergamo-Milano dai ponti della quale i ragazzini (anche allora) tiravano sassi sulle pochissime auto i transito. Alla fine della guerra, riprende l’attività commerciale, fino alla fine, con la moglie Candida, entrambi amati e stimati nel quartiere di San Leonardo. Si spegnerà a Bergamo all'età di 68 anni; dopo nove anni, alla stessa sua età e nello stesso giorno, se ne andrà anche la sua amata consorte.</span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/sui-bamberga-di-bergamo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vena spirituale e artistica dell’albero…</title>
		<link>https://www.bamberga.it/la-vena-spirituale-e-artistica-dellalbero-2/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/la-vena-spirituale-e-artistica-dellalbero-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 14:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Bamberga cognome]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[sacerdozio]]></category>
		<category><![CDATA[ugo bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[virtus]]></category>
		<category><![CDATA[wilma de Angelis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=4316</guid>

					<description><![CDATA[Erano gli anni della TV in bianco e nero, del Mago Zurlì e dei primi "Zecchino d'Oro"... quando Don Ugo Bamberga organizzava i cori dei bambini e poi scriveva testi e musica per incidere dischi... Ma già aveva una storia alle spalle... nel 1948 aveva fondato una VIRTUS affiliata al CSI nella parrocchia della sua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4316"  class="panel-layout" ><div id="pg-4316-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4316-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4316-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4316-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="text-align: left; line-height: 26px; font-size: 20px;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/canzoni-don-ugo-12.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.9em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/canzoni-don-ugo-12.jpg" width="350" /></a><span style="color: #000000;">Erano gli anni della TV in bianco e nero, del Mago Zurlì e dei primi "Zecchino d'Oro"... quando Don <strong>Ugo Bamberga</strong> organizzava i cori dei bambini e poi scriveva testi e musica per incidere dischi...<br />
Ma già aveva una storia alle spalle... nel 1948 aveva fondato una <strong><em>VIRTUS</em></strong> affiliata al CSI nella parrocchia della sua cittadina per coinvolgere i "suoi" ragazzi. Ma la sua passione era la musica, con la quale voleva comunicare il suo amore trabocchevole per tutti i genitori, per i bimbi, per gli ammalati, per la Natura... per tutto il Creato. E che soddisfazione quando <strong><em>Wilma De Angelis</em></strong>, allora all'apice del successo, volle interpretare alcuni suoi pezzi. La vena spirituale e artistica, non molto diffusa nell'albero (il padre <strong>Umberto</strong> era stato colonnello dell'E.I. e aveva dovuto partecipare attivamente ai conflitti mondiali), è però sempre stata comunque unita a quella che è veramente e ampiamente condivisa dell'impegno, della costanza e della serietà. E numerosi sono stati i riconoscimenti della Comunità in cui ha lavorato e professato il suo impegno di Fede fino ai giorni nostri che l'hanno portato a superare i settanta anni di sacerdozio. Per Lui sono i più grandi auguri di grande serenità da parte di "tutto l'albero".</span></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/articolo-don-ugo-03.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/articolo-don-ugo-03.jpg" width="800" /></a></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/la-vena-spirituale-e-artistica-dellalbero-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>cognome assolutamente rarissimo…</title>
		<link>https://www.bamberga.it/cognome-assolutamente-rarissimo-2/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/cognome-assolutamente-rarissimo-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2016 23:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Bamberga cognome]]></category>
		<category><![CDATA[cognome]]></category>
		<category><![CDATA[ellis island]]></category>
		<category><![CDATA[genealogia]]></category>
		<category><![CDATA[montenero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=4375</guid>

					<description><![CDATA[...assolutamente rarissimo...così è definito il cognome Bamberga in un sito italiano di ricerca di cognomi ...e, in effetti anche nei motori di ricerca di più ampio respiro i risultati sono deludenti... solo 2 ...mentre cognomi abbastanza simili risultano essere alquanto più diffusi... ...eppure sappiamo che più di un Bamberga è transitato anche da Ellis Island...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4375"  class="panel-layout" ><div id="pg-4375-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4375-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4375-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4375-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><span style="color: #000000;">...<em>assolutamente rarissimo</em>...così è definito il cognome <strong>Bamberga</strong> in un sito italiano di ricerca di cognomi</span></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><span style="color: #000000;"><br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/cognom-italiani.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/cognom-italiani.jpg" width="800" /></a><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px; color: #000000;"><br />
...e, in effetti anche nei motori di ricerca di più ampio respiro i risultati sono deludenti... solo 2</span></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><span style="color: #000000;"><br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/geneanet-bamberga.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/geneanet-bamberga.jpg" width="800"/></a><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><br />
...mentre cognomi abbastanza simili risultano essere alquanto più diffusi...</span></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><span style="color: #000000;"><br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/geneanet-bamberg.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/geneanet-bamberg.jpg" width="800"/></a></span></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><span style="color: #000000;"><br />
...eppure sappiamo che più di un Bamberga è transitato anche da <strong><a href="http://search.ancestry.it/cgi-bin/sse.dll?db=nypl&amp;gss=sfs28_ms_db&amp;new=1&amp;rank=1&amp;msT=1&amp;gsln=bamberga&amp;gsln_x=0&amp;MSAV=0&amp;uidh=000" target="_blank" rel="noopener">Ellis Island</a></strong>...</span></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 23px; font-size: 19px;"><span style="color: #000000;"><br />
<a href="http://search.ancestry.it/cgi-bin/sse.dll?db=nypl&amp;gss=sfs28_ms_db&amp;new=1&amp;rank=1&amp;msT=1&amp;gsln=bamberga&amp;gsln_x=0&amp;MSAV=0&amp;uidh=000" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/cognome-ellis-island.jpg" width="800" /></a></span></span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/cognome-assolutamente-rarissimo-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cognome Bamberga</title>
		<link>https://www.bamberga.it/il-cognome-bamberga-2/</link>
					<comments>https://www.bamberga.it/il-cognome-bamberga-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 20:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Bamberga cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[cognome]]></category>
		<category><![CDATA[novara]]></category>
		<category><![CDATA[pensylvania]]></category>
		<category><![CDATA[varese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bamberga.it/?p=4346</guid>

					<description><![CDATA[Il cognome Bamberga non è di certo tra quelli più diffusi in Italia e nel mondo, tanto che soventi sono le storpiature. Con esso si trovano famiglie a nel Novarese, nel Bergamasco, nel Varesotto ma anche a Roma, che potrebbero avere una lontana parentela come pure quelli del ramo "americano" residenti in Erie (Pennsylvania). E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4346"  class="panel-layout" ><div id="pg-4346-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4346-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4346-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4346-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="text-align: left; line-height: 25px; font-size: 20px;"><span style="color: #000000;">Il <strong>cognome Bamberga</strong> non è di certo tra quelli più diffusi in Italia e nel mondo, tanto che soventi sono le storpiature. Con esso si trovano famiglie a nel Novarese, nel Bergamasco, nel Varesotto ma anche a Roma, che potrebbero avere una lontana parentela come pure quelli del ramo "americano" residenti in Erie (Pennsylvania). E forse un giorno, con il diffondersi dell'uso del DNA, sarà possibile risalire ai legami forse esistenti tra i possessori di tale cognome e tra essi e la magnifica città germanica.</span><br />
<span style="color: #000000;">Quel cognome compare pure, di tanto in tanto, in qualche articolo di giornale...</span></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/041104-articolo-Zida100-rid-1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/041104-articolo-Zida100-rid-1.jpg" width="375" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/contessa-Bamberga.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/contessa-Bamberga.jpg" width="370" /></a><br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/articoli-don-ugo-00.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/articoli-don-ugo-00.jpg" width="740" /></a></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bamberga.it/il-cognome-bamberga-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
