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	<title>Curiosità &#8211; Bamberga.it</title>
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	<description>Una città, un&#039;affinità, un cognome...</description>
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	<title>Curiosità &#8211; Bamberga.it</title>
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		<title>Bamberga&#8230; la &#8220;Roma fràncone&#8221;!!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 21:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma fràncone ("Fränkisches Rom") è un epiteto che fu coniato dall'Imperatore Enrico II per la città di Bamberg, che come Roma fu costruita su sette colli. L'imperatore aveva la volontà, e ne vedeva la possibilità, di far diventare Bamberga il contraltare della città di Roma nel nord dell'Europa. Pochi anni dopo la fondazione della diocesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4524"  class="panel-layout" ><div id="pg-4524-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4524-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4524-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4524-0-0-0" ><div
			
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	<p span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Roma fràncone</strong></span> (<a href="http://&lt;a href=" target="_blank" rel="noopener">"Fränkisches Rom"</a>) è un epiteto che fu coniato dall'<strong>Imperatore Enrico II</strong> per la città di Bamberg, che come Roma fu costruita su sette colli.
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-Bamberg.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-Bamberg.jpg" width="215" /></a>L'imperatore aveva la volontà, e ne vedeva la possibilità, di far diventare Bamberga il contraltare della città di Roma nel nord dell'Europa. Pochi anni dopo la fondazione della diocesi di Bamberga, l'Abate <strong><em>Gerhard von Seeon</em></strong> aveva scritto un inno in lode della città di Bamberga, paragonandola a Gerusalemme, ad Atene e Roma, sostenendone la centralità del mondo civile (motivo per cui fu messa una stele che rappresentava appunto il "<strong><em>caput orbis</em></strong>"), la culla di ogni gloria umana.
I diversi quartieri di Bamberga sono gradualmente cresciuti insieme e, secondo un detto: "<em>la città spirituale sulle colline, la città vecchia nella sabbia, la città nuova sull'isola e la città ricca a est</em>".
I sette colli, su cui si svilupparono i primi insediamenti dell'antica città, sono i seguenti:
<strong>*- <span style="color: #ff0000;">Stephansberg</span></strong> sul quale fu costruita la "Stephanskirche" che fu consacrata nel <strong>1020</strong> da <strong>Papa Benedetto VIII</strong> e lasciata ai Protestanti dal Re bavarese <strong><em>Massimo I Giuseppe</em></strong> dopo la secolarizzazione del 1803. Su questo colle vi sono un birrificio e due grandi birrerie ma, soprattutto, l'<strong>Osservatorio Dr. Remeis</strong>.
<strong>*- <span style="color: #ff0000;">Kaulberg</span></strong> - Kaulberg di Braun e Hogenberg - che probabilmente prende il nome da Kulen (fosse) o da cave di sabbia o da cantine. Sul Kaulberg si trovano il Karmelitenkloster, l'Obere Pfarre, la cappella di San Lorenzo e il grande birrificio Greiffenklau con la sua cantina.
<strong>*- <span style="color: #ff0000;">Altenburg</span></strong> che si trova sulla collina più alta della zona (386 mt sul livello del mare in confronto al punto più basso della città che si trova nel porto sul Regnitz e si trova a 230,8 mt s.l.m.)
<strong>*- <span style="color: #ff0000;">Jakobsberg</span> </strong>sul quale fu edificata la Jakobskirche, consacrata nel <strong>1109</strong>, e che si trova su uno dei tanti percorsi di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela.
<strong>*- <span style="color: #ff0000;">Michelsberg</span></strong> di Braun e Hogenberg, su cui si trova il magnifico edificio del monastero di Michelsberg , ex monastero benedettino.
<strong>*- <span style="color: #ff0000;">Abtsberg </span></strong>che prende il nome dal fatto che un tempo apparteneva all'abate del monastero di Michelsberg.
<strong>*- Toompea </strong>o<span style="color: #ff0000;"><strong> Domberg</strong></span> che è il più famoso dei sette colli di Bamberg e probabilmente anche il nucleo storico più antico dell'insediamento su cui sorgeva il <em><strong>Babenburg, </strong></em>la fortificazione sul colle, dalla quale si sviluppò la città di Bamberg e da cui prese il nome la dinastia degli antichi <em><strong>Babenberg</strong></em>. I Babenberg erano conti dei Volkfeld , Radenz e Grabfeldgaus , col soprannome di Poppo, ed ebbero una parte molto importante nello sviluppo della marca austriaca. Oggi su questo colle si trovano gli stupendi edifici della Cattedrale, dell'Antica Corte e della Nuova Residenza.</span></p></div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>1866 &#8211; Bamberga Pietro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 15:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[1866]]></category>
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					<description><![CDATA[Esiste in internet un sito che riporta un lavoro altamente meritorio, una di quelle realizzazioni che solo la moderna digitalizzazione ha reso possibile. Parliamo del sito del Museo di Solferino attraverso il quale si può accedere al “Progetto Torelli”. Eccone i principii ispiratori: “Il Risorgimento ritrovato: il recupero e la trascrizione digitale dei nomi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-2489"  class="panel-layout" ><div id="pg-2489-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-2489-0" ><div id="pgc-2489-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2489-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-2489-0-0-0" ><div
			
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	<p style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;">Esiste in internet un sito che riporta un lavoro altamente meritorio, una di quelle realizzazioni che solo la moderna digitalizzazione ha reso possibile. Parliamo del sito del Museo di Solferino attraverso il quale si può accedere al “<a href="https://www.solferinoesanmartino.it/progetto-torelli/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Progetto Torelli</strong></a>”. Eccone i principii ispiratori:</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
“<em>Il Risorgimento ritrovato: il recupero e la trascrizione digitale dei nomi di coloro che fecero la Storia d’Italia. Nessuno di loro manca all’appello grazie alla missione affidata a studenti e volontari. Di cosa si tratta? All’Archivio del Museo del Risorgimento di Milano sono presenti centinaia di registri manoscritti (furono istituiti dalla Società Solferino e San Martino negli anni dell’erezione della Torre di San Martino della Battaglia) che riportano in ordine alfabetico i nomi di quanti parteciparono alle Campagne risorgimentali, dal 23 marzo 1848, data d’inizio della Prima Guerra d’Indipendenza, al 20 settembre 1870, giorno della Presa di Roma con la Breccia di Porta Pia. Divisi per città, circa 640.000 mila nomi: la memoria storica di coloro che combatterono per l’unità d’Italia.<br />
Il Risorgimento potrà essere finalmente chiamato per nome. Questi elenchi rappresentano anche i “mattoni” con cui fu edificata la Torre di San Martino della Battaglia, eretta anche grazie ai contributi ed alla sottoscrizione popolare di quelle migliaia di famiglie di Reduci delle Battaglie risorgimentali.<br />
L’obiettivo di digitalizzare i nomi dei soldati di tutta Italia è stato raggiunto nel 2021. Una vera e propria impresa, ma il motto del Conte Luigi Torelli, colui che per primo sventolò il Tricolore dall’alto del Duomo di Milano durante le Cinque Giornate e che si fece promotore dell’opera di disseppellimento e ricollocazione negli Ossari delle spoglie dei Caduti della Battaglia di Solferino e San Martino era: “Se è impossibile, si farà, se è possibile, è già fatto.</em>”.</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
Grazie a questo incredibile impegno, è oggi possibile, segnando il solo nome e <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/Diploma-S-Martino-e-Solferino-BBB.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/Diploma-S-Martino-e-Solferino-BBB.jpg" alt="" width="230" /></a>cognome risalire al grado, al Corpo di appartenenza e alla campagna alla quale ciascun soldato partecipò e anche ottenere immediatamente la stampa del relativo diploma. Attraverso di questo abbiamo potuto appurare, tra quei valorosi, la presenza di:</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
<strong>BAMBERGA Pietro, caporale dei Bersaglieri del 1° Reggimento che partecipò alla III Guerra di Indipendenza</strong></span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;"><br />
Nel 1848, per la 1° guerra d’indipendenza, furono creati a Cuneo due reggimenti bersaglieri. Il 1º Reggimento Bersaglieri, che vediamo citato nel diploma Torelli, aveva il privilegio di incorporare il 1° Battaglione che comprendeva una compagnia di studenti volontari e la 1ª compagnia, la cui anzianità risaliva al 1836, anno di formazione del Corpo. Il corpo venne successivamente modificato: la denominazione passò da <em>Corpo dei Bersaglieri</em> semplicemente a <em>Bersaglieri</em> e, nel 1861, furono creati 6 reggimenti di 6 battaglioni. Nel 1862 i battaglioni divennero 40 su 5 reggimenti e ai due battaglioni, che, guidati da Garibaldi, combatterono in Aspromonte contro i ribelli, fu concessa la Medaglia di Bronzo al V.M., una delle tante medaglie ricevute dal Corpo nella storia.<br />
Cosa avvenne, tra l’altro, in quella “<strong>Campagna del 1866</strong>”, che, combinazione vuole, citammo anche in un <a href="https://www.bamberga.it/flash-su-di-uno-strano-cognome-nel-fluire-della-storia/" target="_blank" rel="noopener">altro articolo</a> relativo al cognome…<br />
Dapprima vennero richiamate le classi fino al 1846. Dichiarata la guerra all’Austria, al Generale <strong>Enrico Cialdini</strong>, richiamato dal Sud dove aveva domato la ribellione (e agli ordini del quale potrebbe aver militato anche un <strong>Bamberga Giovanni</strong> nell’area abruzzese), fu affidato il comando del 4º Corpo d’Armata, formato da 9 Divisioni e da altre unità minori; tra queste anche 16 Battaglioni di Bersaglieri, essendo gli altri 24 ripartiti in otto per ognuna delle altre tre Armate agli ordini del Gen. Alfonso La Marmora.<br />
I Bersaglieri presero parte alle più importanti battaglie: Monte Cricol, Casa Mongabia, Monte Vento, <strong>Custoza</strong>, Villafranca, Primolano, Borgo e Levico e numerose furono le medaglie conquistate sul campo.<br />
Nel settembre del 1866, ottenuta la pace, gli organici dei battaglioni furono ridotti.<br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><br />
Nota 1: - Il 1 ° e 2° battaglione Bersaglieri costituiti il 29 maggio, indipendenti l'uno dal l'altro e formati a Bergamo il 1 ° di giugno, dovevano inquadrare personale che oltre a rispondere alle condizioni di arruolamento prescritte per gli altri Corpi volontari, doveva "...far parte di una società di tiro a segno o esser munito di documenti che comprovino essere abili tiratori. "</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><br />
Nota 2 : - essendo i reggimenti Bersaglieri frazionati in Battaglioni e aggregati in varie Brigate, non si può purtroppo risalire a quale avvenimento il nostro caporale abbia partecipato.</span><br />
<span style="font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><br />
Alcuni dei siti consultati:<br />
* - <a href="http://www.bersaglieridiroma.it/?page_id=36" target="_blank" rel="noopener">Bersaglieri di Roma – la Storia</a><br />
* - <a href="https://issuu.com/rivista.militare1/docs/il-primo-esercito-italiano-tomo1-testo-opere-varie/s/12735419" target="_blank" rel="noopener">La guerra giugno-agosto 1866</a><br />
* - <a href="https://www.assobersaglieri.it/1-reggimento-2-2/ Terza guerra d’indipendenza https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_d%27indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">Associazione nazionale bersaglieri il Primo</a> </span></span></span></span></p>
<p style="text-align: center; font-family: cambria; font-size: 18px; line-height: 22px;"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3228 aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca.jpg" alt="" width="600" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca.jpg 495w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/bersaglieri-a-Villafranca-248x141.jpg 248w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><br />
A Villafranca i Bersaglieri del 3º Corpo respingono con la carica del 13º Reggimento Ulani, infliggendogli gravi perdite</span></p>
<p></span></span></span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>..a Bamberga anche Plinio il Vecchio&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 14:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Per i ricercatori delle antiche opere, questa non è certo una notizia ma per i più risulterà un poco "strano" se, cercando su internet del materiale relativo al grande scrittore romano, vedere apparire anche il nome della splendida città germanica. Vero è che l'antico grande personaggio nei libri dal III al VI aveva effettuato un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3188"  class="panel-layout" ><div id="pg-3188-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="so-rounded panel-row-style panel-row-style-for-3188-0" ><div id="pgc-3188-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3188-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3188-0-0-0" ><div
			
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	<p style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 18px; color: black;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/zz-plinio.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/zz-plinio.jpg" alt="" width="140" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.1em 0; border: none;"/></a>Per i ricercatori delle antiche opere, questa non è certo una notizia ma per i più risulterà un poco "strano" se, cercando su internet del materiale relativo al grande scrittore romano, vedere apparire anche il nome della splendida città germanica. Vero è che l'antico grande personaggio nei libri dal III al VI aveva effettuato un excursus geografico enorme (nel quale veniva descritto anche il territorio di Bergamo) ma, pur riportando tanti altri autori, non avrebbe potuto andare molto oltre i limiti dell'Impero Romano del I secolo.<br />
Ma certo si potrà venire a sapere che:<br />
<span style="color: #000000;">"La trasmissione dell’imponente opera <em><strong>Naturalis Historia</strong></em> di <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio" target="_blank" rel="noopener">Plinio il Vecchio</a></strong></em> è affidata, per quello che riguarda la tradizione più antica, a pochi manoscritti conservati in porzioni frammentarie. Dei 37 libri in cui è organizzata l’opera, il numero di manoscritti restanti è di circa 200 e, di questi, la parte più interessante e tra le più vecchie è quella conservata a <strong>Bamberga</strong> nella</span><strong> <a href="http://www.staatsbibliothek-bamberg.de" target="_blank" rel="noopener">Staatsbibliothek</a></strong> <span style="color: #000000;">e contenente i libri dal XXXII al XXXVII".</span><br />
<span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.oltreplinio.it/it/carrara-marcelli/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Plinio il Vecchio</strong></a></em> (Caio Plinio Secondo), nato a Como (Novum Comum) il 23 d. C., giunse giovanissimo a Roma, dove iniziò il suo cursus honorum. Ufficiale di cavalleria in Germania, procuratore nella Gallia Narbonese, e poi in Africa, nella Spagna Tarraconese, nella Gallia Belgica, diviene nel 69 d. C. procuratore imperiale a Roma, un altissimo ufficio che lo metteva in continuo contatto con Vespasiano, prefetto della flotta di Miseno. Nella Prefazione della <em><strong>Naturalis Historia</strong></em>, la sua opera più nota (e l’unica a noi giunta) troviamo infatti la dedica a Tito (39-81 d.C.), figlio di Vespasiano.</span><br />
<span style="color: #000000;">L’organizzazione dello sterminato materiale dei 37 libri della Naturalis Historia segue un criterio per materie in accordo con quella che era la concezione della scienza a Roma.</span><br />
<span style="color: #000000;">L’opera, risultata infine veramente enciclopedica, è una miniera di notizie: dopo il Proemio e l’Indice (libro I), la cosmogonia (libro II), la geografia (libri III-VI), l’antropologia (libro VII), la zoologia (libri VIII-XII), l’agricoltura e la botanica (libri XIII-XIX), la farmacia vegetale ed animale (libri XX-XXXII), la geologia e la <strong>metallurgia</strong> (libri XXXIII-XXXVII), con una digressione sull’arte antica. In essa, il principio espositivo va dal più importante al meno importante: nella sezione “animali” la suddivisione comincia dall’uomo, mentre in quella “metalli” il primo è l’oro, il secondo l’argento, ecc.</span></p>
<p style="text-align: left; line-height: 22px; font-size: 16px; color: black;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/Plinio-Bamberg.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/Plinio-Bamberg.jpg" alt="" width="80" /></a><span style="color: #000000;">•  Verso la metà del III secolo, <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Giulio_Solino">Solino</a></strong></em> realizza un riassunto delle parti geografiche.</span><br />
<span style="color: #000000;">•  All'inizio del IV secolo, i passaggi medici sono riuniti nella Medicina Plinii.</span><br />
<span style="color: #000000;">•  Nel Medioevo i lavori di Plinio acquisiscono grande stima e divulgazione.</span><br />
<span style="color: #000000;">•  All'inizio dell'VIII secolo, <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Beda_il_Venerabile">Beda detto il Venerabile</a></strong></em> risulta essere in possesso di un manoscritto completo di tutte le opere.</span><br />
<span style="color: #000000;">•  Nel IX secolo, <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcuino_di_York">Alcuino</a></strong></em> invia a <strong>Carlo Magno</strong> una copia dei primi libri e <em><strong>Dicuilo</strong></em> riunisce estratti delle pagine di Plinio per la sua Mensura orbis terrae.</span><br />
<span style="color: #000000;">•  Nel XI secolo, <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_di_Cricklade">Roberto di Cricklade</a></strong></em>, Superiore del St Frideswide a Oxford, invia al re Enrico II un Defloratio, contenente nove volumi di selezioni dei manoscritti.</span><br />
<span style="color: #000000;">•  Dell’ XI secolo, fra i manoscritti più vecchi, anche il codex Vesontinus, dapprima conservato a Besançon e oggi sparso in tre città: Roma, Parigi e Leida (dove esiste anche una trascrizione del manoscritto totale).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“<em><strong>Naturalis Historia</strong></em>”, libri XXXII-XXXVII, secondo quarto del IX sec.</span><br />
<span style="color: #000000;"><em><strong>Bamberga, <a href="http://www.staatsbibliothek-bamberg.de" target="_blank" rel="noopener">Staatsbibliothek</a> </strong></em>, ms. Class. 42.</span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8230; ti ricordi del giro a Bamberga?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 23:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche la città di Bamberga e i suoi cittadini ci tengono, come avviene per buona parte del mondo, a che, coloro che hanno avuto l'opportunità di visitare la loro bellissima città, conservino poi, attraverso un oggetto, un gadget o un depliant un buon ricordo di quei giorni. Vi sarebbero tra questi delle importanti riproduzioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-2942"  class="panel-layout" ><div id="pg-2942-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-2942-0" ><div id="pgc-2942-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2942-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-2942-0-0-0" ><div
			
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	<p style="text-align: left; line-height: 24px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">Anche la città di Bamberga e i suoi cittadini ci tengono, come avviene per buona parte del mondo, a che, coloro che hanno avuto l'opportunità di visitare la loro bellissima città, conservino poi, attraverso un oggetto, un gadget o un depliant un buon ricordo di quei giorni. Vi sarebbero tra questi delle importanti riproduzioni di mappe antiche, preziosi tessuti e tanti frutti di un bellissimo artigianato, dei quali sarà importante parlarne, ma sicuramente vi capiterà poi, su uno scaffale fuori mano o in fondo ad un cassetto, anche solo di ritrovare uno di questi per riaccendere i ricordi:</span></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-polo-3.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-polo-3.jpg" alt="" width="185" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-polo-2.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-polo-2.jpg" alt="" width="180" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-polo-1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-polo-1.jpg" alt="" width="185" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-p-felpa.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-p-felpa.jpg" width="200" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-su-portacenere.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-su-portacenere.jpg" width="245" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-sottobicchieri.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-sottobicchieri.jpg" width="275" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-boccali.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-boccali.jpg" width="230" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-sottobicc.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-sottobicc.jpg" width="275" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-birre-affumicate.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-birre-affumicate.jpg" alt="" width="230" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-foglio-birra.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-foglio-birra.jpg" width="250" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-boccale.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-boccale.jpg" width="210" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-apribottiglie.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-apribottiglie.jpg" alt="" width="280" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-ombrello.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-ombrello.jpg" width="265" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-cartolina-bamberga.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-cartolina-bamberga.jpg" width="230" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-cartolina-bamberga-2.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-cartolina-bamberga-2.jpg" width="230" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-sottobicchiere-rauchbier.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-sottobicchiere-rauchbier.jpg" width="295" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/bambergflyer_it.pdf"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/bambergflyer_it1.jpg" width="260" /></a> <a href="http://https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/bamberga-depliant-1.pdf"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/bamberga-depliant-1.jpg" width="255" /></a> <a href="http://https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/Bamberga-depliant-2.pdf"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/Bamberga-depliant-2.jpg" width="240" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/gadget-bamberg-2.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/gadget-bamberg-2.jpg" alt="" width="310" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/stemma-ciita-statuetta.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/stemma-ciita-statuetta.jpg" alt="" width="180" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/stemma-ciita-medaglione.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/stemma-ciita-medaglione.jpg" alt="" width="265" /></a></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/gadget-bamberg-3.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/gadget-bamberg-3.jpg" alt="" width="230" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/gadget-bamberg-4.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/01/gadget-bamberg-4.jpg" alt="" width="285" /></a> <a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-mascherin.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2022/12/oggetti-mascherin.jpg" width="240" /></a><br />
<strong><span style="text-align: left; line-height: 24px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">Buon ricordo a tutti... e aufwiedersehen!!</span></span></strong></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un’altra bella trovata a Bamberg…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2020 16:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono centinaia di migliaia i turisti che ogni anno affollano le storiche vie della città di Bamberg. Come già sottolineato in altri articoli, la qualità della vita in quella città della Franconia è ad altissimi livelli e i suoi cittadini sono ritenuti tra i più "fortunati" della Germania. Ma ciò non avviene certo per caso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3595"  class="panel-layout" ><div id="pg-3595-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-3595-0" ><div id="pgc-3595-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3595-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3595-0-0-0" ><div
			
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	<p style="text-align: left;  font-family: Comic Sans MS; line-height: 26px; font-size: 20px;"><span style="color: #000000;">Sono centinaia di migliaia i turisti che ogni anno affollano le storiche vie della città di Bamberg. Come già sottolineato in altri articoli, la qualità della vita in quella città della Franconia è ad altissimi livelli e i suoi cittadini sono ritenuti tra i più "fortunati" della Germania.<br />
Ma ciò non avviene certo per caso e quest'ultima trovata è l'ennesima prova di come l'Amministrazione sia sempre attenta anche alle più semplici necessità non solo dei cittadini ma anche di coloro che vi soggiornano temporaneamente. Ecco adesso una soluzione rivolta a facilitare la vita dei camperisti.... vedi il video cliccando sull'immagine</span></p>
<p><a href="https://youtu.be/OLKG9vtC3_Q"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2020/12/Bamberg-x-rifiuti.png" alt="" width="640" /></a><br />
<span style="text-align: left; line-height: 24px; font-size: 20px;"><span style="color: #000000;">Riportiamo solo un commento al video di Youtube:<br />
(-) "<em>La Germania è proprio uno step ahead! Una soluzione fantastica per evitare di portarsi via in camper per settimane l'immondizia! :)"</em></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mercatino di Natale a Bamberga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 01:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[Al centro, sulla Piazza Maximiliansplatz, ogni anno ha luogo il simpatico Mercato di Natale di Bamberga , il cui presepe fa parte della Via del Presepe. Lì i visitatori si ristorano gustando le specialità regionali come il panforte oppure i vari tipi franconi di Wurstel alla griglia e naturalmente anche il vin brulè. Tipico di [&#8230;]]]></description>
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	<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1201" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-540x132.jpg" alt="" width="540" height="132" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-540x132.jpg 540w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-248x61.jpg 248w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga.jpg 1545w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 20px; line-height: 24px;"><span style="color: #000000;">Al centro, sulla Piazza Maximiliansplatz, ogni anno ha luogo il simpatico Mercato di Natale di Bamberga , il cui presepe fa parte della Via del Presepe. Lì i visitatori si ristorano gustando le specialità regionali come il panforte oppure i vari tipi franconi di Wurstel alla griglia e naturalmente anche il vin brulè. Tipico di Bamberga, città famosa per la birra, è il <strong>ponce</strong> caldo di birra.</span><br />
<span style="color: #000000;">Bamberga, centenaria città vescovile, la "Roma dei Franchi“, Patrimonio Culturale dell'Umanità, ha assunto molti soprannomi decorativi simili a questi. Il loro significato storico illustra giustamente la sua bellezza e chiarisce il perché della prosperità del suo turismo tanto che alla fine degli anni Ottanta ricevette un ulteriore riconoscimento: BAMBERGA, Città del Presepe. Che questo appellativo guadagni prosperità è augurabile e giustificato in modo assoluto; basti vedere come ogni anno, da anni, si sussegue il successo della Via del Presepe bamberghese.</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Via del Presepe: dal 26 novembre al 6 gennaio</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">La tradizione di esporre presepi con tutte le scene della natività è nata a Bamberga circa nel XIV° secolo e sempre riccamente mantenuta. Il numero dei presepi a Bamberga non è mai diminuito col passare degli anni ma addirittura aumentato anno per anno, e questa tradizione, sebbene a volte comportasse alcune difficoltà, è sempre stata portata completamente a termine. Una delle più importanti delle 40 stazioni della Via del Presepe è quella che passa per il Museo Diocesano, situato nella cappella capitolare accanto al Duomo, famoso per i suoi tessuti custoditi nel tesoro del Duomo come il mantello dell’imperatore e la tomba di Clemente II. Durante l’ora d’apertura qui c’è una ricca raccolta di presepi e statuine di cera che va dall'epoca barocca al presente.</span><br />
<span style="color: #000000;">La terza stazione della Via del Presepe passa per il Museo Storico della Vecchia Corte, che si trova in un’altra parte del Duomo. Silenziose viuzze si dipanano dalla piazza del Duomo per la città storica e poi erte conducono nuovamente giù, verso la Maternkapelle, ai piedi del muro che ancora oggi cinge la Circoscrizione del Duomo. Questa piccola, intima cappella è l’arrivo per decine di migliaia di visitatori ogni anno, poiché qui i bamberghesi Amici del Presepe espongono la loro mostra. Il visitatore può sentire chiaramente che la rappresentazione della nascita di Cristo è, per così dire, un tema mondiale, che si esprime sia nella scena orientale come negli orizzonti della Franconia o nei motivi bamberghesi. Solo un esempio: andando verso le rappresentazioni, il visitatore riconoscerà senza difficoltà un noto edificio cittadino: il "<strong><em>tempio della birra affumicata</em></strong>", la birreria famosa "Schlenkerla" nella Sandstraße. Ma anche gli altri presepi sulle piazze e nelle chiese in tutta la città affascinano di nuovo ogni anno.</span><br />
<span style="color: #000000;">E sull'argomento vedi anche l'</span><a href="https://www.informagiovani-italia.com/natale_bamberga.htm" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> <span style="color: #000000;">sul sito dell'InformaGiovani</span></span></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-3.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1205" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-3-540x71.jpg" alt="" width="540" height="71" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-3-540x71.jpg 540w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-3-248x33.jpg 248w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2018/12/mercatino-Bamberga-3.jpg 1174w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Flash su di uno strano cognome… nel fluire della Storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 13:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cognome]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[bersaglieri]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra indipendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel corso della Storia le guerre hanno contribuito fortemente allo spostamento di un gran numero di uomini tra vari territori, alla "conoscenza" tra le varie popolazioni con scambi di usanze ed esperienze e anche all'"incrocio" tra le genti. Nel Risorgimento italiano, per esempio… ma cominciamo da “in alto a sinistra”… La Storia Dall’aprile 1713 al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3899"  class="panel-layout" ><div id="pg-3899-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-3899-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3899-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3899-0-0-0" ><div
			
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	<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nel corso della Storia le guerre hanno contribuito fortemente allo spostamento di un gran numero di uomini tra vari territori, alla "conoscenza" tra le varie popolazioni con scambi di usanze ed esperienze e anche all'"incrocio" tra le genti.<br />
Nel Risorgimento italiano, per esempio… ma cominciamo da “in alto a sinistra”…</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Dall’aprile <strong>1713</strong> al <strong>1734</strong>, la città di <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Novara" target="_blank" rel="noopener"><strong>Novara</strong></a> fece parte dell'<strong>Impero Asburgico</strong>. Dal 1734, tranne il periodo di occupazione delle truppe napoleoniche durante il quale fu capitale del Dipartimento dell'Agogna, passò a Casa Savoia.<br />
L'8 aprile <strong>1821</strong>, Novara fu luogo di una battaglia in cui le truppe regolari sarde e <strong>austriache</strong> sconfissero i liberali costituzionali piemontesi.<br />
L'<strong>esercito del Regno di Sardegna</strong> poteva contare in quegli anni sui 4/5 dei suoi effettivi, e cioè 65.000 uomini. Il Corpo dei <strong>bersaglieri</strong> fu istituito il 18 giugno 1836 dal re Carlo Alberto su proposta dell'allora capitano Alessandro La Marmora.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-849" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d-800x633.jpg" width="700" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d-800x633.jpg 800w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1848-d-300x237.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><strong>Regno Sabaudo – 1846</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nella mappa, con un punto rosso, viene indicata, oltre Novara, anche <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Invorio" target="_blank" rel="noopener"><strong>Invorio</strong></a> (che contava 3.125 abitanti tra le colline della sua provincia), perché in quella cittadina il <em><strong>26 febbraio 1838</strong></em>, <strong>Agabio Bamberga</strong>, nato a <strong>Novara</strong> il <em><strong>19 Marzo 1818</strong></em>, si sposa con De Carlini Maddalena fu Gian Battista e lì metterà su famiglia.<br />
Il <em><strong>25 aprile 1839</strong></em> (compiuti 21 anni) gli viene rilasciato un documento che risulta però illegibile.<br />
Poi di lui non si hanno notizie, era forse militare, fino al <em><strong>settembre 1845</strong></em> (suoi 27 anni) quando comincia a generare un figlio ogni 2 anni fino al 23 maggio 1858 (a 40 anni). In totale saranno 7 figli (3 maschi: Battista Giovanni Francesco, di cui si parlerà più avanti, Giovanni Battista e Paolo Pietro, morto abbastanza giovane). Agabio vivrà a Invorio e vi morirà nel 1876 dopo aver visto nascere i primi 5 nipoti dal primogenito Battista Giovanni.<br />
Il <em><strong>2 giugno 1846</strong></em> nasce, come detto, a Invorio Battista<strong> Giovanni</strong> Francesco Bamberga, primogenito, il quale avrà più tardi (quando lui avrà già 7 anni) un fratello di nome <strong><em>Giovanni Battista </em></strong>Bamberga.<br />
Di lui si può pensare che, dato che poi chiamerà un figlio “Battista” venga chiamato solo “<strong>Giovanni</strong>” e il fratello minore solo “<em><strong>Battista</strong></em>”, invertendo di fatto i primi nomi di battesimo, e anche che, coscritto, a 17 anni, venga ipoteticamente chiamato sotto le armi nel 1863 per le urgenze militari e assegnato ai bersaglieri del IV Corpo d’Armata che, sotto il comando del Gen. Cialdini, si trovava al momento in meridione per l’emergenza “brigantaggio” ma che verrà poco dopo trasferito in Veneto nel 1864 per l’inizio della III guerra di indipendenza.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Dal <strong>23 marzo 1848</strong> (Il giorno dopo la conclusione delle cinque giornate di Milano) al <strong>22 agosto 1849</strong> fu combattuta la <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_d%27indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">prima guerra d'indipendenza</a> italiana dal Regno di Sardegna contro l'Impero asburgico. Nella fase iniziale del conflitto furono colti alcuni successi, come nelle battaglie di Monzambano, Valeggio e Pastrengo, ma Carlo Alberto non li seppe sfruttare e la guerra volse sfavorevolmente. Il 9 agosto 1848 l'esercito sardo fu battuto a Custoza.<br />
Il <strong>23 marzo 1849</strong>, nell'ancora più tremenda <strong>Battaglia di Novara</strong> (Agabio Bamberga aveva 31 anni e viveva a Invorio) l'esercito piemontese fu sconfitto dagli austriaci del maresciallo Radetzky; questo fatto portò alla <strong>occupazione della città da parte degli austriaci</strong> e Carlo Alberto fu costretto ad abdicare.<br />
Nel <strong>1852</strong> Vittorio Emanuele II diede l'incarico di formare un nuovo esecutivo a Camillo Benso di Cavour e già nel <strong>1853</strong> il rinnovato esercito piemontese partecipò alla guerra di Crimea (4 ottobre 1853 - 1 febbraio 1856) fra l'Impero russo e Impero ottomano, Francia, Regno Unito e Regno di Sardegna.  A quella spedizione partecipò anche <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Cialdini" target="_blank" rel="noopener"><strong>Enrico Cialdini</strong></a> già col grado di generale.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <em><strong>22 novembre 1853</strong></em> nasce a <strong>Invorio</strong> <em><strong>Giovanni Battista Bamberga</strong></em> (5° figlio di 7– 2° maschio), che con 11 figli (8 maschi di cui 2 morti presto) darà il via al ramo più numeroso di <strong>Invorio</strong> e dintorni, fratello del Battista <strong>Giovanni</strong> primogenito.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;">Il <strong>23 ottobre 1859</strong>, fu istituita la provincia di <strong>Novara</strong> che arrivava a comprendere anche le attuali province di Vercelli, di Biella e del Verbano-Cusio-Ossola.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-1.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-1.jpg" alt="regno-sabaudo-1860-1" width="290" /></a>Allo scoppio della <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_d%27indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">seconda guerra d'indipendenza </a>(<strong>27 aprile 1859</strong> - <strong>12 luglio 1859</strong>) Alfonso La Marmora non riuscì a mettere insieme i <em>100.000 italiani in armi</em> previsti dal trattato di alleanza sardo-francese . Il 30 maggio, 4 divisioni sabaude passarono la Sesia a Vercelli scontrandosi con gli Austriaci e la battaglia condotta dal generale <strong>Cialdini</strong> fu la prima di una serie di vittorie che portarono alla sconfitta dell'Austria, costretta a cedere alla Francia la Lombardia, girata poi al Regno di Sardegna. </span><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;">La guerra pose fine alle ingerenze austriache in Italia e, in Toscana, Parma, Modena e Romagna pontificia, le autorità lasciarono il potere a governi provvisori filo-piemontesi.<br />
Il <strong>5 marzo 1860</strong> quei territori votarono un plebiscito per unirsi al Regno di Sardegna.</span></span><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nella notte fra il <strong>5 e 6 maggio 1860</strong>, sotto il comando di Nino Bixio, un gruppo di garibaldini si impadronì di due navi ed ebbe così inizio la spedizione dei Mille.<br />
Il 1<strong>4 maggio</strong> a Salemi Giuseppe Garibaldi dichiarò di assumere la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II. Il <strong>6 settembre</strong> re <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_II_delle_Due_Sicilie" target="_blank" rel="noopener">Francesco II </a>abbandonò Napoli, e il <strong>7 settembre</strong>, Garibaldi entrò in città accolto da liberatore.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-2-b.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Sabaudo-1860-2-b.jpg" width="450" /></a>Vittorio Emanuele II decise allora di intervenire con il proprio esercito per annettere Marche e Umbria, che erano state occupate dagli Austriaci nel 1849, invocati dal papa Pio IX per reprimervi i moti rivoluzionari.<br />
L’occasione furono i rinnovati moti del 1860 in Ancona. Il governo di Torino protestò contro la dura repressione e chiese lo scioglimento delle truppe mercenarie pontificie, ottenendo come risposta un diniego.<br />
A seguito di ciò l'<strong>11 settembre</strong> l'esercito piemontese al comando di Enrico <strong>Cialdini</strong> attraversò il confine penetrando nelle Marche e in Umbria, con il piano di unire così il nord e il sud d'Italia e lasciare al papa il solo Lazio, come estremo baluardo del dominio temporale.<br />
Con la battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860), l’assedio e, dopo un'accanita resistenza delle truppe pontificie sostenute dagli austriaci, la caduta di Ancona il <strong>28 settembre 1860</strong> ad opera del <strong>Cialdini</strong>, promosso Generale d'armata il 6 ottobre 1860, le Marche uscirono definitivamente dallo Stato Pontificio e, con il plebiscito del 5 novembre 1860, entrarono a far parte del Regno di Sardegna con R.D. del <strong>17 dicembre 1860</strong>.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Italia-1861-3-b.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/regno-Italia-1861-3-b.jpg" width="280" /></a>Intanto i borbonici, assediati da garibaldini, avevano nel frattempo raccolto altri volontari a nord del Volturno intorno Gaeta e avevano deciso di fare ricorso a formazioni irregolari a supporto delle truppe regolari, ancora attive tra il Sannio e l'Abruzzo, per coprire il fianco rispetto all'avanzata verso sud del <strong>generale Cialdini alla guida del IV Corpo d'Armata</strong>.<br />
Il massimo della reazione filo-borbonica si verificò il <strong>30 settembre 1860</strong> nella città di <strong>Isernia</strong> (in provincia della quale si trova anche la cittadina di <strong>Montenero Val Cocchiara</strong>... e poi vedremo il perchè della citazione).<br />
Il <strong>13 febbraio 1861</strong> si concluse l'assedio di Gaeta portato avanti dal generale Cialdini, cui venne conferito il titolo di Duca di Gaeta, e, il <strong>17 marzo 1861</strong>, dopo la capitolazione della fortezza di Messina del 12 marzo, venne proclamato il <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_d%27Italia_(1861-1946)" target="_blank" rel="noopener"><strong>Regno d'Italia</strong></a> (benché, in verità, mancassero ancora a questo Veneto, Friuli e Lazio).<br />
L'esercito del Regno di Sardegna, incorporato l'Esercito delle Due Sicilie e quello garibaldino, il <strong>4 maggio 1861 </strong>assunse il nome di <strong><a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regio_Esercito" target="_blank" rel="noopener">Regio Esercito</a> </strong>(e dal 1884 anche <strong>Italiano</strong>) .<br />
<strong>Nel 1861 le <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_militare_di_leva_in_Italia" target="_blank" rel="noopener">operazioni di leva</a> non diedero un buon risultato</strong>; furono emanate secondo i dispositivi della legge del Regno di Sardegna promulgata nel 1854 che prevedeva <strong>5 anni di ferma</strong> e la possibilità da parte di alcuni coscritti di essere esentati dal servizio facendosi sostituire da altri pagando cifre consistenti.<br />
Ma fondamentale intanto era diventata la “<a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Questione_romana" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Questione romana</em></strong></a>” poiché si riteneva fosse dalla capitale pontificia che il <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brigantaggio_postunitario_italiano" target="_blank" rel="noopener">brigantaggio anti-unitario</a> traesse maggiore forza e alimento.<br />
Dopo i primi gravi insuccessi il luogotenente Gustavo Ponza richiese con sempre maggior insistenza l'invio di ulteriori truppe a rinforzo.<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/mappa-brigantaggio-1863-c.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/mappa-brigantaggio-1863-c.jpg" width="350" /></a>Il governo Ricasoli istituì allora, <strong>4 aprile 1861</strong>, con sede a Napoli il 6º Gran Comando Militare con a capo il generale <strong>Cialdini</strong> che, il 15 luglio, fu nominato Luogotenente di Re Vittorio Emanuele II.<br />
Dopo l'eccidio di Auletta (Salerno) avvenuto il 30 luglio 1861 per la repressione di una rivolta filoborbonica, Cialdini, nell'agosto, ebbe poteri eccezionali per affrontare l'emergenza. Comandò una dura repressione col ricorso ad arresti in massa, esecuzioni sommarie, distruzione di masserie e dei centri abitati di Pontelandolfo e Casalduni (Benevento) il 14 agosto, eseguiti dai bersaglieri, per rappresaglia dopo il massacro di 45 militari, trucidati dopo essersi arresi, perpetrato da briganti con l'appoggio della popolazione.<br />
Le forze a sua disposizione consistevano in circa <strong>22.000 uomini</strong>, presto passati a <strong>50.000 nel dicembre 1861</strong>.<br />
Nel <strong>luglio 1862</strong> i due fratelli La Gala, importanti capi briganti, braccati, <strong>si rifugiarono nello stato pontificio</strong>. Il caso mise alla luce le problematiche legate all'appoggio del brigantaggio e la difficile posizione francese a Roma, le cui truppe presidiavano per la difesa del Papa e la cui presenza indirettamente favoriva una politica ostile all'alleato Regno d'Italia.<br />
Ma quando Garibaldi sbarcò in Sicilia nel luglio 1862 e poi in Calabria per risalire la penisola fino a Roma, il re inviò il generale <strong>Enrico Cialdini</strong> con l'ordine di catturarlo.<br />
Il <strong>29 agosto 1862</strong> i garibaldini (3.000) si scontrarono con le truppe regolari (3.500 bersaglieri) sull'<a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_dell%27Aspromonte" target="_blank" rel="noopener">Aspromonte</a> e Garibaldi, ferito a una gamba, fu arrestato.<br />
Solo a partire dal <strong>1863</strong>, dopo essere stata incrementata, <strong>la chiamata alle armi</strong> cominciò ad essere sufficiente per coprire il fabbisogno del regio esercito.<br />
Ai 20 reggimenti di fanteria sardi esistenti se ne aggiunsero 46, ai 9 di cavalleria altri 10, e ai 10 battaglioni di bersaglieri altri 26.<br />
Le truppe dedicate alla repressione vennero aumentate sino a un massimo nell'<strong>ottobre 1863</strong> di <strong>116.799 soldati</strong> (circa i <em>due quinti delle forze armate italiane</em> del tempo) e Cialdini poté riassumere l'iniziativa, giungendo alfine ad eliminare le grandi bande a cavallo ed i loro comandanti estinguendo così il "focolaio lucano".<br />
Pertanto il <strong>1863 fu l’anno decisivo per la lotta al “brigantaggio”</strong>: il 5 gennaio 1863 venne ucciso in combattimento Pasquale Romano, attivo nella zona di Bari; la sua morte in battaglia rappresentò la fine della guerriglia in Puglia; nella zona di Foggia Michele Caruso fu fucilato il 23 dicembre dello stesso anno. Nel corso dell'anno furono sgominate le bande di Crocco in Basilicata; seguì la resa del suo luogotenente Giuseppe Caruso il 14 settembre 1863; Carmine Crocco, rimasto con pochi uomini e incalzato senza tregua dalle truppe italiane, cercò riparo <strong>sconfinando nello Stato Pontificio</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-1800.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-1800.jpg" width="260" /></a>A metà <em><strong>ottobre 1863</strong></em>, a <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montenero_Val_Cocchiara" target="_blank" rel="noopener"><strong>Montenero Val Cocchiara</strong></a> (cittadina, precedentemente citata, in provincia di <strong>Isernia</strong> con 1782 abitanti, in Molise al confine con Abruzzo, Campania e Lazio, zona di <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerriglia_e_brigantaggio_postunitario_nelle_province_meridionali" target="_blank" rel="noopener">piccole bande</a> ma di <strong>transito di fuga verso lo stato pontificio</strong>, indicata con punto rosso nella mappa sopra),  una sua abitante, Giuseppina <a style="color: #000000;" href="http://www.g-site.com/cgi-bin/gig-search/gig-search.cgi?keys=gigliotti" target="_blank" rel="noopener">Gigliotti</a> (17 agosto 1848 / 17 marzo 1902) allora di anni 15, si ritrova incinta di<strong> Giovanni Bamberga</strong> (mentre il Battista Giovanni, probabilmente coscritto dal giugno dello stesso anno, ha 17 anni).</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;">Il <strong>13 marzo 1864</strong>, Cialdini fu nominato senatore e la “<strong><em>Questione romana</em></strong>” fu subito accantonata perché Napoleone III, desideroso di avvicinarsi all'Italia durante la crisi tra Prussia e Austria, propose lo sgombero delle proprie truppe da Roma a condizione che la capitale del Regno fosse spostata da Torino in un'altra città e gli italiani rinunciassero definitivamente a Roma. La convenzione fu firmata: Napoleone III sgombrò Roma dalle truppe e la capitale del Regno fu trasferita a Firenze.<br />
Ristabilita la fiducia nei rapporti con la Francia, si affrontò all'istante la questione del Veneto, preparando la terza guerra d'indipendenza (20 giugno / 12 agosto 1866).<br />
Per questo motivo, <strong>nel 1864 iniziò presto il ridimensionamento delle truppe</strong> destinate alla repressione ridotte fino a un minimo di <strong>92.984 nel settembre 1864</strong> (8 reggimenti granatieri, 8 di cavalleria, 34 reggimenti di fanteria con un solo battaglione e 13 battaglioni bersaglieri) mentre gli altri <em><strong>23.815</strong> </em>regolari della IV Armata furono trasferiti al nord per formare l’Armata del Po al comando del Generale <strong>Cialdini</strong>.</span><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <em><strong>13 luglio 1864</strong></em> a <strong>Montenero Val Cocchiara</strong> (Isernia), mentre è in corso questa riduzione di militari, da Giuseppina Gigliotti e ignoto, secondo il certificato di nascita, nasce <strong>Giovanni Bamberga</strong> (perché questo e non il cognome della madre??) mentre il Battista <strong>Giovanni</strong> Bamberga di Invorio ha 18 anni e, a Invorio, suo fratello, <em><strong>Giovanni Battista</strong></em>, ha 11 anni.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Allo scoppio della <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_d'indipendenza_italiana" target="_blank" rel="noopener">terza guerra d’indipendenza</a> italiana l’Esercito Italiano era costituito da 3 corpi d’armata di 4 divisioni lungo il fiume Mincio (Gen. La Marmora), un grosso corpo d'armata di 8 divisioni <strong>in Romagna lungo il fiume Po</strong> (Gen. <strong>Cialdini</strong>), 38.000 uomini del Corpo Volontari in Lombardia (Garibaldi).<br />
Una forza complessiva in campo di circa <strong>220.000 uomini</strong>, 37 mila cavalli, 456 cannoni.<br />
Il <strong>23 giugno 1866</strong> la Prussia aprì le ostilità contro l’Italia e l'armata del Mincio di La Marmora passò il fiume a Valeggio e Goito; dopo la sconfitta di Custoza, il grosso dell'esercito venne affidato a Cialdini, che guidò l'avanzata italiana da Ferrara fino a Palmanova. L'ultimo scontro avvenne il <strong>26 luglio</strong> a Ponte di Versa, dopo il quale gli italiani entrarono vittoriosamente in provincia di Gorizia.<br />
L’<strong>11 agosto 1866</strong> fu stipulata la pace; gli austriaci cedettero il Veneto a Napoleone III il 24 agosto; la cessione del Veneto dalla Francia all'Italia avvenne il 19 ottobre.<br />
Nel <strong>1867</strong>, Francesco II, re delle Due Sicilie sciolse il governo borbonico in esilio; nel <strong>1869</strong> furono catturati i guerriglieri delle ultime bande con cavalleria e nel <strong>gennaio 1870</strong>, il governo italiano soppresse le zone militari nelle province meridionali, sancendo così anche <strong>la fine ufficiale dell’emergenza militare in meridione</strong>.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <em><strong>5 marzo 1870</strong></em>, Battista <strong>Giovanni</strong> Bamberga (forse congedato nel 1868) rientrato a <strong>Invorio</strong> (per quei tempi, lontanissimo da <strong>Montenero Val Cocchiara</strong>) a 23 anni (mentre il piccolo Giovanni di Montenero ha 6 anni) sposa Fiorina Catterina.<br />
Dal 1870 al 1882 (36 anni) avrà 9 figli (5 maschi -3 morti presto - e 4 femmine). I rimanenti due saranno:<br />
- <strong>Cesare</strong>, nato il <em><strong>14 marzo 1877</strong></em>, darà il via al ramo di <strong>Bergamo</strong>.<br />
- <strong>Battista</strong> Vincenzo, nato il <em><strong>5 settembre 1880</strong></em>, darà il via al ramo di <strong>Novara</strong>.<br />
Battista Giovanni Bamberga morirà a Invorio il 21 marzo1914.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>La Storia</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Il <strong>20 settembre 1870</strong>, sotto il comando del generale Raffaele Cadorna, i bersaglieri del IV Corpo d'armata, dopo la sconfitta di Napoleone III per opera dei prussiani, invasero il Lazio, aprirono un varco nelle mura di Roma, entrarono attraverso la <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Roma" target="_blank" rel="noopener">breccia di Porta Pia</a>, e occuparono la città che divenne la capitale del Regno d'Italia.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><em><strong><u>il cognome</u></strong></em><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nel <em><strong>febbraio 1884</strong></em> <strong>Giovanni Bamberga</strong> a <strong>Montenero Val Cocchiara</strong> (19 anni) sposa Severina Pietrocelli e avrà 5 figli (3 maschi che daranno il via ai rami di <strong>Roma</strong> e <strong>USA</strong>) :<br />
- <strong>Nicola</strong> (8 gennaio 1885) che si trasferirà in Usa (Cleveland- Ohio – 60 km da Eire) e sarà il padre di Severina, Mary, Joseph,<br />
- <strong>Alfonso</strong> (14 marzo 1887) che si trasferirà in Usa a Erie, Pennsylvania, nel 1905 e poi nel 1912 (secondo <a style="color: #000000;" href="http://libertyellisfoundation.org/passenger-result" target="_blank" rel="noopener"><em>Passenger Search</em></a>) poi ancora nel 1944 e sarà il padre di Nicola 1922, Felicita 1925, <em><strong>Edgardo</strong></em> 1927 (nato a Roma con la mamma tornata incinta),<br />
- <strong>Vittorio</strong> (9 giugno 1892) che si trasferirà in USA (N.Y. poi Erie) e sarà il padre di John Antony 1916, <em><strong>Carmela</strong></em> 1921 (nonna di Kristen) e <em><strong>Garneta</strong></em> 1931)<br />
Giovanni morirà a Montenero di Valcocchiara il 27 gennaio 1893 ancora giovanissimo a 29 anni.<br />
La moglie Severina Pietrocelli si risposerà dopo alcuni anni con Luigi Mannarelli e avrà altri 4 figli.<br />
</span><br />
<span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;">Nell'estate del <strong>1998</strong>, dopo un contatto telematico avvenuto l’anno precedente con la figlia di Carmela (nata nel 1921 a Montenero Valcocchiara), <strong>Garneta Bamberga</strong>, sorella di Carmela, viene in Italia, a Stresa, e ritorna l’anno successivo con la nipote di Carmela, <strong>Kristen </strong>Sybrant, stabilendo un rapporto tra i rami Bamberga di <strong>Erie</strong> (Pennsylvania) e di <strong>Bergamo</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: 18px; line-height: 20px; color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-of-Eire-d.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Montenero-of-Eire-d.jpg" width="700" /></a><br />
In questa vecchia foto ecco il più giovane Bamberga, <strong>Vittorio</strong>, che nel 1927 aveva 35 anni; gli altri: <strong>Nicola</strong>, anni 42, forse era in Ohio, e <strong>Alfonso</strong>, anni 40, era probabilmente e temporaneamente in Italia.<br />
<strong>Vittorio</strong> sposerà Anna Di Monaco (1915) e avrà John Antony (1916 a sua volta poi padre di Victor), <strong>Carmela</strong> (1921 che sarà madre di di Richard e <em><strong>Sara</strong></em> (Sybrant) e nonna di <em><strong>Kristen</strong></em>, Matthew e Michael) e <strong>Garneta</strong> (1931, mamma di John)<br />
<a style="color: #000000;" href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Adelmina-e-Nick-sx-e-Felicita-dx.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/Adelmina-e-Nick-sx-e-Felicita-dx.jpg" width="200" /></a>E qui la moglie di <strong>Alfonso</strong>, <strong>Adelmina</strong> Difilippo, con i primi 2 figli <strong>Nicola</strong> (Nick) e <strong>Felicita</strong> (Phyllis), ripresi nello stesso periodo, in Erie (Pennsylvania) . Rientreranno per un periodo in Italia dove nascerà il terzo figlio <strong>Edgardo</strong>. I figli:<br />
- <strong>Nick</strong> sposerà Lois Curtis e sarà padre di Connie (sposata Natale).<br />
- <strong>Felicita</strong> sposerà Eddie Paulinsky e avrà Sandy, Judi e Randy.<br />
- <strong>Edgardo</strong> vivrà a Roma e avrà 2 figli: <strong>Roberto</strong> ed <strong>Elvira</strong> (sposata Sciaranghella).</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Fare il giro dei Presepi… a Bamberga e a Bergamo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2017 23:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[città di Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[A Bamberga il sentiero dei presepi, allestito normalmente dal 26 novembre al 6 gennaio, si chiama Krippenweg. E' una antica tradizione che ci porta in un itinerario di una quarantina di scene ispirate alla Natività sparse fra edifici religiosi, residenze pubbliche e private, musei, piazze, strade. Si va dalle miniature alle scene a grandezza naturale, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3920"  class="panel-layout" ><div id="pg-3920-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-3920-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3920-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3920-0-0-0" ><div
			
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	<p style="text-align: left; line-height: 22px; font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">A Bamberga il sentiero dei presepi, allestito normalmente dal 26 novembre al 6 gennaio, si chiama <strong>Krippenweg</strong>. E' una antica tradizione che ci porta in un itinerario di una quarantina di scene ispirate alla Natività sparse fra edifici religiosi, residenze pubbliche e private, musei, piazze, strade. Si va dalle miniature alle scene a grandezza naturale, con l’impiego dei più svariati materiali, dal legno alla ceramica, dalla porcellana ai tessuti.</span></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-Il-sentiero-a-Bamberga.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-834" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-Il-sentiero-a-Bamberga.jpg" width="700" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-Il-sentiero-a-Bamberga.jpg 528w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-Il-sentiero-a-Bamberga-135x300.jpg 135w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-Il-sentiero-a-Bamberga-360x800.jpg 360w" sizes="(max-width: 528px) 100vw, 528px" /></a><br />
<span style="text-align: left; line-height: 22px; font-size: 18px; color: #000000;">Anche in questa bellissima tradizione le due città, quella fràncone e quella orobica, hanno sicuramente delle cose in comune... ma, bisogna anche dire che a Bergamo il presepio è una cultura e qualcuno dice che ne è la capitale mondiale...</span></p>
<p><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-835" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-1.jpg" width="700" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-1.jpg 1106w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-1-229x300.jpg 229w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-1-612x800.jpg 612w" sizes="(max-width: 1106px) 100vw, 1106px" /></a><br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-836" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-2.jpg" width="700" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-2.jpg 572w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-2-159x300.jpg 159w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/presepi-a-bergamo-2-424x800.jpg 424w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></a></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>“Limes Romanus”… che c’entra con Bergheim</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 23:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel nord-europa, nel I sec. d.c., i Romani si erano spinti fino al fiume Weser (Brema) e anche all’Elba (Amburgo) arrivando a comprendere, fino alla tremenda sconfitta di Varo nelle foreste di Teutoburgo, sotto l’impero di Augusto e anche dopo le successive temporanee avanzate di Germanico, anche le terre dei Cherusci di Arminio (Hermann). Ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-3927"  class="panel-layout" ><div id="pg-3927-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-3927-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-3927-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-3927-0-0-0" ><div
			
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	<p><span style="text-align: left; line-height: 22px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px; color: #008000;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/04-limes-Germania_Magna.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/04-limes-Germania_Magna.jpg" width="400"/></a><br />
Nel nord-europa, nel I sec. d.c., i Romani si erano spinti fino al fiume Weser (Brema) e anche all’Elba (Amburgo) arrivando a comprendere, fino alla tremenda sconfitta di Varo nelle foreste di Teutoburgo, sotto l’impero di Augusto e anche dopo le successive temporanee avanzate di Germanico, anche le terre dei Cherusci di Arminio (Hermann).</span></p>
<p><span style="text-align: left; line-height: 22px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px; color: #008000;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/01-limes-massima-espansione-1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/01-limes-massima-espansione-1.jpg" width="400"/></a>Ma il “Limes Romanus” ufficiale era quello più arretrato raggiunto nella sua massima espansione dopo le conquiste di Vespasiano e Domiziano, che partiva circa dall’attuale Rotterdam e, giù verso sud-est, comprendeva Bonn – Colonia – Francoforte – Stoccarda… ossia una linea soprattutto difensiva utilizzando Reno e Danubio.<br />
<span style="text-align: left; line-height: 22px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px; color: #008000;"><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/07-limes-strade-romane-con-Bamberg.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/07-limes-strade-romane-con-Bamberg.jpg" alt="07-limes-strade-romane-con-bamberg" width="540"/></a><a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/09-limes-02-crociera-Colonia-Linz-copia.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/12/09-limes-02-crociera-Colonia-Linz-copia.jpg" alt="09-limes-02-crociera-colonia-linz-copia" width="300"/></a><br />
Come si può notare, la zona dell’attuale città di <strong>Bamberga</strong> che pure è in una posizione strategica di confluenza tra quei due fiumi (addirittura unendoli attraverso il Meno e il Regnitz), è sempre stata fuori dal quel “limes” (evidentemente si trovava nell’area di influenza di altri Alemanni che ben riuscivano a tutelare la propria indipendenza…), ma penetrando però qua e là nelle terre di confine tra Suebi, Naristi, Marcomanni ed Ermunduri (a sud dei Langobardi, Goti e Vandali), i Romani avevano comunque piazzato qua e là dei fortilizi o avamposti o villaggi e, non poco strano, che uno di questi (a circa 20 km sia dal limes che dalla futura Bamberg, avesse il nome di <em><strong>Bergtheim</strong></em> (cittadina tuttora esistente), che per i bergamaschi (di <em><strong>Bergheim</strong></em>) ha un suono molto familiare!</span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>La famosa patata &#8220;cornetto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 22:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[città di Bamberga]]></category>
		<category><![CDATA[città di Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono sicuramente in molti, almeno di quelli vissuti nel secolo scorso, che collegano facilmente la "patata" con la Germania e le sue "kartoffeln"; furono questi grandiosi tuberi, importati in Europa dagli Spagnoli intorno al 1570 dall'America meridionale che salvarono tanta vite, e non solo di quelle popolazioni e in tante circostanze, dalla fame e carestie. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4173"  class="panel-layout" ><div id="pg-4173-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4173-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4173-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4173-0-0-0" ><div
			
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	<p><span style="text-align: left; line-height: 22px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">Sono sicuramente in molti, almeno di quelli vissuti nel secolo scorso, che collegano facilmente la "patata" con la Germania e le sue "<strong><em>kartoffeln</em></strong>"; furono questi grandiosi tuberi, importati in Europa dagli Spagnoli intorno al 1570 dall'America meridionale che salvarono tanta vite, e non solo di quelle popolazioni e in tante circostanze, dalla fame e carestie. Era sicuramente uno degli alimenti base della Germania durante l'ultimo conflitto e qualcuno avanza il sospetto che non fu un caso l'arrivo di una grave malattia della patata, fino ad allora sconosciuta in quei territori della <strong><em>peronospora</em></strong> che distrusse interi raccolti.<br />
Con queste premesse, possiamo senz'altro affermare che i tedeschi sono degli "intenditori" di questo alimento e che quindi quando asseriscono esservene una variante particolarmente pregiata, ci si possa credere.<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/patata-Bamberga-00.jpg"><img decoding="async" style="float: left; margin: 0.2em 0.5em 0.2em 0; border: none;" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/patata-Bamberga-00.jpg" alt="" width="300" /></a>Anche in questo caso emerge una particolarità della città di <strong>Bamberg</strong>!! Infatti questo è il caso della caratteristica tipologia di patata colà prodotta... una produzione, peraltro <strong><em>limitatissima</em></strong> di tipo e forma particolare che gli hanno fatto appioppare il nome di  "<strong>patata cornetto</strong>" (<a href="https://de.wikipedia.org/wiki/Bamberger_H%C3%B6rnla" rel="noopener" target="_blank">Bamberger Hornchen</a>), inserita negli Eurodop e dichiarata "Patata dell'Anno" nel 2008.<br />
Questo tipo di patata, conosciuta dal 1870 e la cui coltivazione richiede molte cure, ha una buccia rosa chiaro e una polpa giallo intenso, molto gradevole; risulta di gusto delicato, speziato e particolarmente adatto per insalata (ma fritte sono particolarmente croccanti); <a href="https://www.bund.net/themen/tiere-pflanzen/pflanzen/bamberger-hoernchen/?wc=24074" target="_blank" rel="noopener">apprezzata</a> in tutto il mondo e così conosciuta da venir messa in uno speciale paniere di 12 alimenti da salvare.<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/patata-Bamberga-03.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/03/patata-Bamberga-03.jpg" alt="" width="700" /></a></span><br />
<span style="text-align: left; line-height: 22px; font-family: Comic Sans MS; font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">Ma poiché ci piace trovare analogie dalle nostre parti, ricorderemo che anche nei dintorni della città di Bergamo veniva prodotta una qualità particolare di patate ma in una così piccola quantità da essere conosciuta solo da una ristretta cerchia di cittadini.<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-patata-bg.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-patata-bg.jpg" alt="" width="200" style="float: left; margin: 0.1em 0.7em 0.1em 0; border: none;"/></a>Nella provincia però se ne produce un'altra ben più conosciuta, apprezzata e, guarda caso con caratteristiche "complementari" alla famosa "cornetto": parliamo della <a href="https://www.viverebergamo.it/la-patata-di-martinengo/" rel="noopener" target="_blank">patata di Martinengo</a>, alla sagra della quale partecipano ogni anno migliaia di persone.<br />
La patata classica di Martinengo è di buccia gialla e mediamente liscia. La polpa è di colore bianco o leggermente giallo di consistenza media e farinosa; molto resistente alla cottura, per cui particolarmente indicata per ricette al vapore, al forno, purea e produzione di gnocchi.<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-patata-bg-col.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2016/04/zz-patata-bg-col.jpg" alt="" width="205" style="float: left; margin: 0.3em 0.5em 0.2em 0; border: none;"/></a>In altri articoli abbiamo ricordato anche l'"affinità" agricola delle due città ma qui, sembra, i coltivatori orobici si sono superati riuscendo anche a riprodurre le varietà rosse, blu e viola... e certo però, non hanno mai ricevuto gli onori delle sorelle teutoniche... un po' di gelosia?</span></span></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
					
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