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	<description>Una città, un&#039;affinità, un cognome...</description>
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		<title>A Tarvisio c&#8217;è l&#8217;eco del Vescovo di Bamberga.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Bamberga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 19:43:44 +0000</pubDate>
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	<p><span style="font-family: Cambria; font-size:18px; line-height: 22px;">Nella pagina 1, dedicata a un breve riassunto dello status della città di Bamberga, si era segnalato il suo gemellaggio con la città di Tarvisio; una ricerca presente in internet spiega benissimo i motivi:<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio.2.jpg"><img decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio.2.jpg" alt="" width="260" style="float: left; margin: 0.1em 0.5em 0.2em 0; border: none;"/></a>- A 10 km dal confine austriaco, adagiata in una ridente conca e circondata da folte abetaie si trova la cittadina di Tarvisio, appartenente alla Comunità Montana della Val Canale e Canal del Ferro (cosiddetta perché nella vicina Carinzia subito dopo l’anno 1000 si scoprirono alcune miniere di questo minerale). Abitata inizialmente dal popolo celtico dei <strong><em>Taurisci</em></strong>, poi centro romano, Tarvisio si è sviluppato commercialmente durante il secolo XIII e XIV, quando fiorì l’industria del ferro. <strong>Possesso del Capitolo di Bamberga fin dal 1000</strong>, nel <strong>1456</strong> Tarvisio ebbe dal <strong><em>Vescovado di Bamberga</em></strong> il riconoscimento di importanza con la concessione del diritto ad una fiera annuale.<br />
Saccheggiata dai Turchi nel XV secolo e passata all’Austria nel <strong>1759</strong>, la città fu teatro di battaglie durante le guerre napoleoniche e, dopo la prima guerra mondiale annessa al Regno d’Italia.<br />
La fitta foresta, popolata di orsi e cervi – sicuramente molto pericolosi per i pellegrini di allora – che un tempo "assediava" la città, si è oggi ”<em>ritirata</em>” a 15 chilometri a nord-ovest dell’abitato ed è fortunatamente protetta poiché notevoli sono i bellissimi dintorni di Tarvisio che è oggi una delle principali stazioni turistiche montane della regione – soprattutto il Parco Naturale di Fusine, con i due splendidi ed omonimi laghi, di origine glaciale, legati tra loro da boschi e sentieri.<br />
Nel centro cittadino si trovano i resti del muro di cinta dell’antica fortezza attorno alla Chiesa quattrocentesca dei Santi Pietro e Paolo, sulla cui facciata campeggia un’enorme affresco di San Cristoforo, protettore dei viandanti. La Chiesa, costruita in tipico stile carinziano nel <strong>1445</strong> – come attesta l’iscrizine in tedesco a caratteri gotici sopra l’ingresso principale (”<em>Nell’anno 1445 dopo la nascita di Cristo, il giorno di maggio dopo la festa di San Michele, mastro Osvaldo Raw ha iniziato la costruzione...</em>”) – fu edificata sopra una precedente cappella dedicata a San Pietro che era stata eretta a ricordo della concessione del <strong><em>Vescovo di Bamberga Alberto nel 1399</em></strong>; aveva un muro di cinta con quattro torri e un fossato per la difesa contro le invasioni turche (<strong>1474</strong>), e la sua facciata, movimentata da tre archi acuti, rimane un esempio molto interessante di Chiesa fortificata dei paesi alpini.<br />
Numerosi e notevoli gli affreschi, datati 1500, diversi dei quali rimasti a lungo nascosti sotto un intonaco; oltre a quelli di carattere biblico, vi è un’immagine equestre dell’<strong><em>Imperatore Carlo V</em></strong>, tributo di riconoscenza al ”<em>defensor Ecclesiae</em>“ che – il 20 ottobre 1532, proveniente da Vienna – pernottò a Tarvisio con le sue schiere e qui volle fosse celebrato un ufficio religioso.<br />
Le vetrate, in stile neo-gotico, raffigurano, oltre gli apostoli Pietro e Paolo e vari Santi, anche Ottone I grande Vescovo di Bamberga (1031-1139), che riorganizzò la Valcanale, l’imperatore Enrico II fondatore nel 1007 del Vescovado di Bamberga, includendo le terre carinziane (il <strong>Vescovado durò sino al 1759</strong>) e Carlo Magno che nell’811 fissò i confini del patriarcato al fiume Drava.<br />
Una tela ricorda <strong>San Giacomo</strong> con bastone e cappello a larghe tese, protettore dei pellegrini, che attraversavano anticamente i boschi rigogliosi della Valcanale talvolta rischiando la propria vita, diretti a Roma; Tarvisio, sosta di base per i romei, compare nella famosa carta geografica di Erhard Etzlaubdi di Norimberga per l’<strong>anno giubilare 1500</strong> – conservata alla Bayerische Staatsbibliothek di Monaco – che indica la strada ai pellegrini tedeschi verso Roma (le strade sono segnalate da linee punteggiate e la distanza tra un punto e l’altro corrisponde a un miglio germanico di 7,4 km).<br />
Stupefacenti, dietro la Chiesa parrocchiale, murate sulle pareti esterne, anche varie lapidi funerarie risalenti al XVI secolo, alcuni lacerti di monumenti funebri e lapidi romane con bassorilievi ed iscrizioni; queste, datate <strong>180-190-220 d.C.</strong>...<br />
<a href="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio.jpg" alt="" width="1003" height="562" class="aligncenter size-full wp-image-4497" srcset="https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio.jpg 1003w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio-248x139.jpg 248w, https://www.bamberga.it/wp-content/uploads/2023/04/zz-tarvisio-540x303.jpg 540w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></a><span style="line-height: 22px; font-size: large;"><br />
Si ringraziano gli autori dell'articolo. Tratto da:<br />
<a href="http://pinorauti.org/tarvisio-ce-leco-vescovo-bamberga/" rel="noopener" target="_blank">Postato in: Ambiente e turismo culturale - © Centro Studi Pino Rauti</a> – 01/11/ 2014   </span></span></p>
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